
La demolizione dello storico hotel
Nelle ultime settimane, per iniziativa della famiglia Faraotti, è entrato nel vivo l’iter che porterà alla realizzazione del nuovo hotel “Gioli”. Ad agosto le ruspe hanno iniziato la demolizione dell’edificio esistente, aprendo la strada alla costruzione di quello che sarà il primo hotel a cinque stelle del capoluogo piceno.
Per la storica struttura, che per decenni ha rappresentato una delle principali realtà ricettive della città, si apre così una nuova fase. L’obiettivo è trasformare l’ex albergo in una struttura di alta gamma destinata a diventare un punto di riferimento per l’accoglienza turistica ad Ascoli.
L’hotel, divenuto negli anni Cinquanta parte della catena Jolly, fu successivamente affidato alla proprietà De Scrilli e in seguito rilevato dalla famiglia Di Marco, che lo ha gestito fino alla cessazione dell’attività nel 2020, dopo la scomparsa dello storico proprietario Ermanno Di Marco.
Dopo l’approvazione della variante urbanistica da parte del Consiglio comunale, che ha consentito di procedere con la demolizione e la successiva ricostruzione, il cantiere ha vissuto il momento più simbolico dell’intervento: l’abbattimento dell’edificio che per decenni ha accolto migliaia di visitatori e numerosi personaggi del mondo dello spettacolo.

Claudia Cardinale nel marzo 1960 affacciata dalla terrazza del “Gioli”
Molti degli artisti protagonisti delle stagioni teatrali del Ventidio Basso e del Supercinema hanno soggiornato nelle camere del “Gioli”. L’albergo è stato inoltre un punto di riferimento durante le produzioni cinematografiche girate ad Ascoli.
Tra gli episodi rimasti nella memoria cittadina, le telefonate interurbane provenienti da Hollywood che Gene Kelly rivolgeva alla moglie Betsy Blair, impegnata sul set de I Delfini di Francesco Maselli all’inizio degli anni Sessanta.
Oppure le visite a sorpresa del medico e playboy Nicky Pende, marito di Stefania Sandrelli, durante le riprese di Alfredo Alfredo di Pietro Germi nella primavera del 1972.
Conclusa la fase di demolizione, che comporterà limitazioni alla viabilità e alla sosta fino alla fine dell’anno, prenderà forma il nuovo edificio.

Claudia Cardinale e Tomas Milian nella hall del “Gioli” a ripassare la parte
Il progetto punta sulla bioedilizia, sull’efficienza energetica e sull’inserimento armonioso nel contesto urbano. Sono previsti materiali ecosostenibili, intonaci a base di sughero, un tetto giardino e finiture ispirate ai colori e alle caratteristiche del territorio ascolano.
I posti letto passeranno da 77 a 88, mentre le camere aumenteranno da 56 a 64. Il nuovo “Gioli” disporrà inoltre di area wellness, piscina, solarium e spazi dedicati alle esperienze enogastronomiche e alla valorizzazione delle eccellenze locali.
La gestione sarà affidata direttamente alla famiglia Faraotti, con l’obiettivo di rinnovare la struttura mantenendone la vocazione ricettiva e il legame con la città.
«Questo progetto, che intende ridefinire un simbolo di Ascoli per renderlo più efficiente, accogliente e maggiormente in armonia con il contesto locale, nasce per valorizzare un edificio che fa parte dell’immaginario cittadino, accompagnandolo verso il futuro attraverso una proposta ricettiva moderna, capace di unire comfort e design contemporaneo», spiega Roberta Faraotti, coordinatrice strategica dell’intervento.
Il progetto, dal valore di circa 1,6 milioni di euro e curato dallo studio Arkteam, punta a coniugare memoria storica e innovazione senza alterare la riconoscibilità dell’edificio.
«La sicurezza sismica rappresenta uno dei cardini dell’intervento: il nuovo hotel “Gioli” nasce da una progettazione strutturale attuale, concepita per garantire affidabilità, continuità e una prospettiva di lungo periodo», aggiunge Roberta Faraotti.
Particolare attenzione sarà riservata anche all’accessibilità, con quattro camere completamente prive di barriere architettoniche e soluzioni pensate per favorire l’inclusione degli ospiti.
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