Quasi 340 milioni di euro di investimenti programmati dalla Regione Marche per il triennio 2026-2028, ma poco più di 16 milioni destinati a opere chiaramente localizzabili nel Piceno. È il dato sul quale punta i riflettori Enrico Piergallini, vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, esponente del Pd, commentando il Programma triennale dei lavori pubblici approvato dall’Aula. Il documento regionale prevede complessivamente 339,95 milioni di euro per interventi in diversi settori, dalle infrastrutture stradali all’edilizia sanitaria, dalla difesa del suolo alla valorizzazione del patrimonio pubblico.

 

Per Piergallini, però, la fotografia che emerge dal piano è quella di un Piceno ancora ai margini delle strategie di investimento regionali. «Il Piano triennale delle opere pubbliche approvato dalla Regione Marche certifica ancora una volta quanto il Piceno sia irrilevante nelle scelte di investimento della Giunta Acquaroli – sostiene -. Di fronte a un programma che vale complessivamente quasi 340 milioni di euro, le opere chiaramente localizzabili nella provincia di Ascoli Piceno ammontano a poco più di 16 milioni: meno del 5% del totale. È un dato che parla da solo: se calcoliamo gli investimenti pro-capite, ai residenti nel Piceno spetta meno della metà di altri marchigiani».

 

Piergallini in consiglio

Nel mirino dell’esponente regionale di minoranza non c’è soltanto la consistenza delle risorse, ma anche il tipo di interventi previsti. «Non è soltanto una questione di quantità – sottolinea Piergallini – ma anche di qualità e di prospettiva». Nel programma vengono citati, tra gli interventi riguardanti il territorio ascolano, risorse per il poliambulatorio di Offida, per il torrente Tesino, per il SOI di via Marche ad Ascoli e per un tratto della Ciclovia Adriatica a Cupra Marittima.

 

Opere che Piergallini definisce «importanti», ma che a suo giudizio non sarebbero sufficienti «a rappresentare una strategia di sviluppo per un territorio che dovrebbe essere considerato una priorità regionale».

 

La questione sulla quale concentra maggiormente l’attenzione è però quella del nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto. Nel programma triennale, osserva il vicepresidente dell’Assemblea legislativa, non compare alcuna risorsa destinata alla realizzazione della nuova struttura. Un aspetto particolarmente significativo alla luce della stima di circa 170 milioni di euro indicata dagli uffici regionali nel Documento di indirizzo alla progettazione. In occasione di un’interrogazione discussa in Consiglio regionale a giugno, l’assessore Francesco Baldelli aveva spiegato che la cifra dovrà essere ulteriormente definita con il progetto di fattibilità tecnico-economica e che, successivamente, saranno attivate le relative linee di finanziamento.

 

«Poi c’è la questione più clamorosa: il nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto afferma ancora Piergallini -. Dopo anni di annunci e conferenze stampa, nel Piano triennale delle opere pubbliche della Regione non c’è ancora alcuna risorsa. Zero euro per un’opera che la stessa Regione quantifica in circa 170 milioni. Non è un dettaglio contabile: è la fotografia dello stato reale di un progetto che continua a essere annunciato politicamente, ma che non ha ancora trovato una concreta copertura finanziaria».

 

Il consigliere regionale torna quindi sulle tappe della procedura per la progettazione dell’ospedale. Ricorda in particolare le dichiarazioni del presidente Francesco Acquaroli del maggio 2025, quando, annunciando l’avvio della gara per la progettazione, aveva parlato di un passaggio destinato a rendere «irreversibile e concreta» la realizzazione della nuova struttura, anticipando che il bando sarebbe partito «nelle prossime settimane».

 

Secondo Piergallini, però, quelle tempistiche non sono state rispettate: «La gara è stata pubblicata soltanto nel settembre 2025 e a giugno 2026, dopo più di un anno, la Regione comunicava ancora che la commissione stava valutando le offerte». Una circostanza confermata in Aula dall’assessore Baldelli, che il 23 giugno aveva riferito che la commissione giudicatrice, nominata il 3 giugno, era impegnata nella valutazione delle offerte della gara europea per la progettazione. «A tutt’oggi insomma ancora bisogna mettere la matita sul foglio», è la conclusione polemica di Piergallini.

 

Il vicepresidente dell’Assemblea legislativa torna quindi al dato complessivo del Piano: «Il dato politico è semplice: nel piano triennale per San Benedetto non c’è ancora alcuna risorsa destinata alla costruzione dell’ospedale e per il Piceno, ancora una volta, restano briciole e promesse. Questa provincia continua a essere considerata periferica nelle scelte della Regione, è indispensabile invertire la tendenza».

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