È la cimice asiatica a destare maggiore attenzione negli oliveti marchigiani in questa fase della stagione. A segnalarlo è Amap, Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca, attraverso l’ultimo bollettino di monitoraggio agrometeorologico e fitosanitario regionale. L’Agenzia, ente pubblico strumentale della Regione Marche, si occupa tra l’altro della gestione del Servizio Agrometeo regionale e del Servizio Fitosanitario regionale e svolge attività di monitoraggio sulle principali colture del territorio.
Nelle ultime rilevazioni effettuate negli oliveti della rete di monitoraggio Amap viene segnalata, seppure in maniera disomogenea, una presenza massiccia di cimice asiatica, con numerosi esemplari adulti e neanidi, cioè gli individui giovani. Una situazione che merita attenzione anche perché l’olivo è ormai prossimo alla raccolta: la fase fenologica è infatti quella compresa tra invaiatura e maturazione di raccolta.
La Halyomorpha halys può provocare danni alle olive attraverso le punture con cui si alimenta dei tessuti vegetali. Le lesioni possono determinare alterazioni dei tessuti, imbrunimenti e necrosi nella zona interessata e, in presenza di infestazioni consistenti, compromettere la qualità dei frutti destinati alla molitura. Il controllo dell’insetto diventa quindi importante anche nell’ultima parte del ciclo produttivo.
Per Amap, in questa fase può essere utile soprattutto contenere la popolazione destinata allo svernamento. L’indicazione è quella di predisporre sistemi di cattura massale nelle vicinanze dei centri aziendali, in particolare presso i manufatti che possono offrire riparo agli insetti: serre, edifici, ricoveri per macchine e attrezzi. Le trappole possono essere collocate anche vicino a potenziali rifugi naturali, come le siepi.
Non è necessariamente indispensabile utilizzare strutture sofisticate. Il monitoraggio suggerisce infatti anche la possibilità di realizzare artigianalmente totem con attrattivi e pannelli collati, oppure di utilizzare cartoni per l’imballaggio delle uova, impilati e distanziati, da collocare in prossimità dei possibili ricoveri invernali.
Proprio quest’ultima soluzione richiede però una particolare attenzione: i cartoni dovranno essere ritirati e distrutti prima dello svernamento, per evitare che si trasformino in un rifugio per gli stessi insetti che si intende catturare.















