Il valore dei legami umani, il rapporto con l’immagine e il successo, ma anche la necessità di riscoprire ciò che resta quando i riflettori si spengono. Sono i temi al centro di “Quello che resta di noi”, il nuovo film diretto da Emilio Mercanti e Simone Riccioni e prodotto da Linfa Crowd 2.0, presentato nella sede della Banca di Ripatransone e del Fermano, in via Val Tiberina a Porto d’Ascoli.

 

La pellicola sarà nelle sale italiane dal 29 ottobre, dopo l’anteprima romana del 24 ottobre nell’ambito di Alice nella Città. Alla conferenza hanno partecipato, oltre ai vertici dell’istituto di credito, il sindaco di Ripatransone Alessandro Lucciarini, Simone Riccioni, sceneggiatore, regista, attore protagonista e produttore, Emilio Mercanti, sceneggiatore e regista, e gli attori protagonisti Riccardo Andreucci, Lorenzo Miccini e Giovanni Lambertucci.

 

La presentazione di “Quello che resta di noi”

La Banca di Ripatransone e del Fermano ha rinnovato anche quest’anno il proprio sostegno a Linfa Crowd 2.0. Una scelta in continuità con quella dello scorso anno, quando l’istituto aveva sponsorizzato “Neve”, film dedicato ai legami umani e familiari e al rapporto tra madre e figlia, con un’attenzione particolare a temi di stretta attualità come bullismo e cyberbullismo.

 

Anche “Quello che resta di noi” è interamente legato al territorio marchigiano e, in particolare, ha trovato a Ripatransone la location per le scene finali. «Il titolo Quello che resta di noi racchiude il senso più profondo del film – spiega Simone Riccioni –. Quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri».

 

La storia ruota attorno a sette ragazzi che entrano in una villa abbandonata alla ricerca di un antico tesoro. Quello che inizia come un’avventura si trasforma presto in un confronto con paure e fragilità. Tra enigmi, presenze inquietanti e un temporale che li isola dal mondo, il confine tra realtà e spettacolo diventa sempre più incerto. Alla fine, il tesoro che i protagonisti scoprono è molto diverso da quello che stavano cercando: è il coraggio di mostrarsi per ciò che si è e la consapevolezza del valore dei rapporti umani.

 

Nel cast figurano Francesco Pannofino, Simone Riccioni, Riccardo Andreucci, Linda Campana, Lorenzo Miccini, Anita Lanciotti, Giovanni Lambertucci e Letizia Trivelli.

 

Per la presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano, Donatella Simonetti, il sostegno al progetto rappresenta soprattutto una scelta legata al suo significato sociale: «È stato il modo per sottolinearne l’importanza sotto il profilo sociale – afferma –. Credo che sia necessario riflettere, in un mondo in cui la vera essenza dell’uomo è messa in pericolo fino a ledere la dignità inalienabile di ognuno di noi, su quanto sia distorto e sbagliato il modo di porsi dinanzi al successo e al bisogno di essere osservati».

 

Sulla stessa linea il direttore generale Vito Verdecchia: «L’apparire ha prevaricato l’essere nella nostra società, però quando i riflettori si spengono resta solo la realtà, con tutte le azioni che abbiamo compiuto e delle quali dobbiamo assumerci la responsabilità». Da qui, sottolinea, l’invito a confrontarsi con sé stessi e a costruire relazioni solide e durature, fondate sulla fiducia reciproca. Un principio che, secondo Verdecchia, vale tanto per le persone quanto per le comunità, la cui forza passa anche dalla capacità di essere solidali.

 

Il calendario marchigiano prevede le anteprime a Porto Sant’Elpidio il 22 ottobre, a Fermo il 27 e ad Ascoli Piceno il 28. L’appuntamento di San Benedetto del Tronto è invece fissato per il 2 novembre al Teatro Concordia.

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