
Marialinda Germi con il libro “Effetto Backstage”
Dalla macchina da presa di Pietro Germi al volto di Adriano Celentano. Da Roma ad Arquata del Tronto e ritorno, passando per i cuori di milioni di persone. Perché la vita è fatta di cerchi che si chiudono. E, a ben pensarci, forse anche il cinema è così. Il buon “Serafino” ne sa qualcosa. Lui, lo scanzonato pastore che nel 1968 trovò casa tra i Monti Sibillini, scelti come location di un film rimasto nella storia di questi luoghi, e non solo.

Con Mauro Scoccia
Fa un certo effetto, dunque, assistere ad un momento speciale. “Effetto Backstage”, il libro scritto da Mauro Scoccia che ne racconta la lavorazione con storie, aneddoti e fotografie, a cui abbiamo dedicato diversi articoli (li alleghiamo in calce), è stato donato a Marialinda Germi.
L’incontro è avvenuto direttamente nella Capitale, dove il buon Scoccia, che ha dedicato anni alla stesura del volume, tra interviste, sopralluoghi e testimonianze, è riuscito a consegnare l’opera alla figlia del grande regista Pietro. Il tutto in un’atmosfera emozionata, cordiale, empatica. Tanto che la signora Marialinda, incuriosita ed appassionata dal progetto, ha accettato l’invito di tornare nei posti dove sessant’anni fa il papà diede vita ad una pellicola rimasta nell’immaginario collettivo, soprattutto nel piccolo Piceno che all’epoca divenne il centro del mondo di celluloide: nel corso del nuovo anno sarà quindi ospite ad Arquata per un incontro/omaggio dedicato a Germi ed al mitico “Serafino”. A proposito di cerchi che si chiudono.
Ma non si tratta dell’unica piacevole novità sul tema. Il libro di Scoccia, infatti, è stato inserito tra i titoli presenti nella biblioteca “Luigi Chiarini” del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A confermarlo è lo stesso direttore della biblioteca Luca Pierpaolo Pallanch.

Laura Pompei e Luca Pallanch delle biblioteca “Chiarini” con Mauro Scoccia
«La pubblicazione su Serafino di Pietro Germi, che è stata donata alla biblioteca dal suo autore Mauro Scoccia, rappresenta un importante approfondimento di un film controverso (amato dal pubblico, poco compreso dalla critica) fortemente legato ai luoghi dove furono realizzate le riprese – spiega -. Un crocevia di montagne e pianure tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, in particolare ad Arquata del Tronto, dove l’autore ha lavorato sulla memoria collettiva: un nesso indissolubile per gli abitanti del paese perché l’arrivo di una troupe cinematografica e di una personalità carismatica come Adriano Celentano è un’esperienza destinata ad essere tramandata di generazione in generazione, come un pezzo di storia e folklore locale. D’ora in avanti sarà impossibile scindere il film da questa accuratissima ricostruzione. Per il Centro Sperimentale di Cinematografia il volume rinsalda il legame con Pietro Germi, uno dei suoi diplomati più celebri, al quale è stata intitolata la più prestigiosa sala della Fondazione, l’Aula Magna».
Un risultato di sicuro prestigio non solo per Scoccia ed il suo “Effetto Backstage”, ma anche e soprattutto per un territorio, quello tra Arquata (con le frazioni di Capodacqua, Spelonga e Colle) ed Amatrice, che dieci anni fa ha subito la devastante tragedia del terremoto. E che oggi prova a rinascere anche attraverso la conservazione della memoria.
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