Le indagini giudiziarie in corso su vicende legate alla ricostruzione post-sisma riportano al centro dell’attenzione il tema della legalità e della trasparenza nell’utilizzo delle risorse destinate alla rinascita dei territori colpiti dal terremoto del 2016. Gli interventi riguardano la ricostruzione pubblica, con due enti coinvolti, ma soprattutto quella privata, dove la norma prevede che sia il privato a scegliere il professionista e l’impresa.
Un excursus su quanto fatto fino ad oggi, lo fa direttamente il commissario straordinario alla Ricostruzione post-sisma 2016, il senatore Guido Castelli.
Cosa è stato fatto in questi anni?
«Nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura e delle verifiche in corso, è importante richiamare il sistema di garanzie che – spiega il commissario – presidia la ricostruzione e, soprattutto, il percorso di rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo che ho intrapreso da commissario a partire dal gennaio 2023, quando mi sono insediato. Un’azione strutturale, avviata ben prima delle vicende oggi all’attenzione della cronaca, che ha progressivamente ampliato gli strumenti a disposizione delle istituzioni per prevenire irregolarità, garantire la tracciabilità delle operazioni e contrastare i rischi di infiltrazione criminale».
Il decreto-legge 189 del 2016 ha definito, attraverso gli articoli dal 30 al 35, un articolato sistema di presìdi di legalità: dalla Struttura di missione antimafia all’Anagrafe antimafia degli esecutori, dalla tracciabilità dei flussi finanziari alla vigilanza dell’Anac, fino ai controlli della Corte dei conti, alla qualificazione dei professionisti e alla tutela dei lavoratori. Lei cosa ha aggiunto?
«Su questo impianto normativo – rimarca Castelli – la Struttura commissariale ha innestato, dal 2023, ulteriori interventi volti a rendere il sistema di prevenzione più efficace, integrato e aderente alla complessità della ricostruzione. Un primo fondamentale passaggio è rappresentato dall’introduzione della piattaforma Gedisi, che ha rafforzato la gestione e il monitoraggio dell’intero processo di ricostruzione nelle quattro regioni, fino ad arrivare al dettaglio di ogni singola pratica di ricostruzione. Non solo: nel luglio 2023 è stato inoltre sottoscritto un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione per potenziare l’alta sorveglianza sulle procedure della ricostruzione pubblica, anche attraverso atti tipo e attività formative, a garanzia della correttezza e della trasparenza dell’azione amministrativa».
Molto ha fatto parlare il badge di cantiere, già previsto nel decreto-legge 189 ma mai concretamente attuato.
«Un intervento particolarmente significativo – ricorda il senatore – è stato realizzato nel marzo 2024, attraverso una modifica del decreto-legge 189, d’intesa con l’Unità di missione e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Con l’introduzione del comma 8-bis nell’articolo 35 è stata rafforzata l’interoperabilità dei dati con la Struttura di missione, le prefetture e i gruppi interforze, creando le condizioni per una circolazione più efficace delle informazioni e un maggiore coordinamento delle attività di prevenzione. L’interoperabilità è stata fondamentale anche per l’attuazione del badge di cantiere, strumento essenziale per monitorare il flusso della manodopera, previsto già nel decreto-legge 189 del 2016, ma disciplinato e reso possibile con l’ordinanza n. 217 del gennaio 2025.Non solo. Sul versante degli affidamenti, nel 2024 ho introdotto il divieto del subappalto a cascata e l’obbligo di indicare in piattaforma i subappaltatori, per consentire le relative verifiche. Una misura diretta a rafforzare la trasparenza dell’intera filiera esecutiva, rendendo più stringente il controllo sui soggetti che intervengono nella realizzazione delle opere».
Sul SAL 0 e sugli anticipi alle imprese?
«Particolare attenzione – conclude il commissario Castelli – è stata posta alla ricostruzione privata e alla gestione dell’intero processo dell’intervento. Con l’ordinanza n. 272 è stata ridotta dal 30 al 20 per cento la percentuale del SAL 0, introducendo un limite massimo di 500mila euro per ciascuna impresa. Misure che si inseriscono in una strategia complessiva di rafforzamento della trasparenza, della conoscibilità delle attività di cantiere e del presidio sull’impiego delle risorse finanziarie. Il complesso degli interventi adottati dal 2023 testimonia un’azione continuativa della Struttura commissariale. Le indagini in corso, nel rispetto delle competenze dell’autorità giudiziaria e della presunzione di innocenza, richiamano l’importanza di mantenere elevata l’attenzione. Nessun sistema di controllo può escludere in assoluto il verificarsi di condotte illecite, ma il compito delle istituzioni è ridurre gli spazi di opacità, rafforzare la prevenzione e rendere sempre più efficace l’individuazione delle possibili anomalie».














