E’ sempre più caos a Vicenza. Questo pomeriggio la formazione biancorossa, alle ore 14.30, sarebbe dovuta scendere in campo nel derby di Coppa Italia contro il Padova. La prima squadra aveva deciso di non giocare il match per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. Ma la società del patron Fabio Sanfilippo aveva scelto di far disputare il match alla formazione Berretti guidata dal tecnico Zanini.
Una protesta dei tifosi, circa 500 secondo alcune stime, 1.000 secondo al Questura, intorno alle ore 12, ha invece bloccato la partenza del bus della formazione giovanile. Dopo qualche momento di tensione, il Vicenza ha rinunciato a partire per Padova.
A seguito di questo fatto il club veneto, a firma del presidente Fabio Sanfilippo, ha diramato il seguente comunicato stampa ripreso da tutti gli organi di informazione. «A fronte della presenza di donne e bambini – si legge – le forze dell’ordine fanno sapere di non aver abbastanza personale che possa garantire la possibilità d’uscita del pullman e che non sarà fattibile la sua partenza. La questura segnala oltre 1000 persone davanti al cancello, dalle foto e dalle dichiarazioni di alcuni giornalisti presenti sembrano decisamente meno, circa 300. A fronte della circostanza creatasi la partita dovrà intendersi a tutti gli effetti annullata. Ci riserveremo di quantificare i danni e di individuare i responsabili degli stessi. Vicenza Calcio si ritiene rammaricata del comportamento non giustificato da parte dei tifosi in quanto coloro che erano stati scelti per disputare la partita in evento sono comunque tesserati della società. L’aver limitato la libertà di scelta di questi ragazzi, riteniamo sia decisamente lesiva della libertà di pensiero degli stessi».
Ieri, intanto, la procura del Tribunale di Vicenza ha chiesto attraverso il procuratore Antonino Cappellari il fallimento della società. Il fascicolo, che aveva anche portato la Guardia di Finanza in via Schio, sede del club, era stato già aperto alcune settimana fa e, per quel poco che si conosce della situazione del club, la decisione era quasi scontata. Secondo alcune indiscrezioni, la procura avrebbe chiesto l’esercizio provvisorio, che consentirebbe alla squadra di portare a termine il campionato. Insomma un crack annunciato, vista la considerevole massa debitoria del club veneto che rischia di rendere ancora più falsato un campionato che lo è già dopo la radiazione del Modena.
Il termine, fissato dalla messa in mora, per il pagamento degli stipendi è scaduto tre giorni fa e i soldi non sono mai arrivati né per i calciatori e neppure per i dipendenti della società. A questo punto, passati venti giorni i giocatori otterranno lo svincolo d’ ufficio. E quindi il Vicenza rischia di trovarsi senza squadra ma avrà anche una penalizzazione per il mancato versamento degli emolumenti. A quel punto anche la classifica del girone, per quanto riguarda la bassa classifica avrà un volto ben diverso. Clamorosa, poi, sarebbe la situazione che potrebbe crearsi nel caso in cui anche il Vicenza seguisse le sorti del Modena, con una nuova incredibile esclusione. Innanzitutto le squadre affrontate dai biancorossi non perderebbero i punti conquistati perché la cancellazione si è verificata nel girone di ritorno. E poi nel raggruppamento B non ci sarebbe alcuna retrocessione.
Campionato falsato è a dir poco. Ed allora chi si deve assumere la responsabilità di questa situazione? La risposta è semplice. A chi ha permesso a Modena e Vicenza di iscriversi al campionato, e cioè ai vertici della Lega di Serie C, che addirittura si candidano ora alla guida della Figc.
B.Mar.














