Unicam, “From Bauhaus
to Our School”;
mostra alla Galleria Licini

ASCOLI - Nella mostra si trovano reperti dell’identità culturale e delle attività educative di 27 tra scuole di architettura ufficiali, sperimentali e informali. La loro storia è raccontata attraverso modelli di edifici, disegni, pubblicazioni, documenti, oggetti di design originali, foto e video che testimoniano momenti, luoghi e traiettorie fondative
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La galleria Licini

“From Bauhaus to Our School”, una mostra per il venticinquennale della Scuola di Architettura e Design (Saad) dell’Università di Camerino, sede di Ascoli. Dopo 25 anni l’ex-facoltà, ormai diventata una scuola, ha voluto ricostruire le vicende intrecciate e interconnesse del suo fondatore Eduardo Vittoria, della Saad, delle scuole post-Bauhaus e delle decine di figure importanti che hanno migrato da una scuola all’altra e da un continente all’altro diffondendo idee e format educativi.

Nel 1991 Vittoria, architetto di estrazione olivettiana e docente molto impegnato nei processi di riforma dell’università, riceve l’incarico di fondare una nuova facoltà di architettura con sede ad Ascoli. I primi corsi aprono nel 1993 e fin dall’inizio risentono del carattere culturalmente progressista e aperto alla sperimentazione del fondatore, che chiama intorno a sé un gruppo di docenti e giovani ricercatori appassionati e agguerriti. La scuola inizia la sua attività in corrispondenza con una riforma che imponeva il modello del “laboratorio” e dell’integrazione tra le discipline.

A destra Eduardo Vittoria (Foto Archivio Saad-Unicam)

Questo consentì a Vittoria di spingere a fondo sul pedale della sperimentazione, ispirandosi a un atteggiamento ben memore del Bauhaus nei confronti della modernità e della storia, e basando l’insegnamento sulla centralità del progetto, alle tre scale dell’oggetto, dell’edificio e del paesaggio. Vittoria si richiamava esplicitamente al Bauhaus e alle grandi scuole sperimentali europee del novecento, come Ulm, Vchutemas e infatti chiamò a inaugurare il terzo anno accademico Tomàs Maldonado, che di quella vicenda era un protagonista e un testimone vivente.

Nella mostra si trovano tracce e reperti dell’identità culturale e delle attività educative di 27 (25 più Bauhaus e Saad) tra scuole di architettura ufficiali, sperimentali e informali. La loro storia è raccontata attraverso modelli di edifici, disegni, pubblicazioni, documenti, oggetti di design originali, foto e video che testimoniano momenti, luoghi e traiettorie fondative. In mostra ci saranno alcune icone assolute della storia dell’architettura e del design del novecento, dalla sedia Wassily di Breuer alla mitica Valentine di Sottsass, dalla Gherpe  di Superstudio ai diagrammi didattici di Hejduk o di Boyarsky, dal rivoluzionario asciugacapelli Braun di Dieter Rams al modello in scala 1:100 dell’edificio del Bauhaus a Dessau.

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In mostra ci saranno anche video con interviste a Eduardo Vittoria e Tomàs Maldonado, un film sul Bauhaus a cura del Goethe Institute e un video sugli studenti ascolani espatriati (Expat) a cura del gruppo radioarchitettura. Appuntamento alla Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini” dal 10 ottobre al 19 dicembre. Il giovedì 10 ottobre alle 18 l’opening della mostra dedicato allo scomparso Toraldo di Francia.

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