di Benedetto Marinangeli
Nuova puntata della querelle relativa allo smaltimento delle macerie post terremoto nel quartiere Agraria di Porto d’Ascoli. L’ufficio Ambiente della Provincia di Ascoli ha notificato alla “Dimensione Scavi”, ditta che si occupa dei lavori, un provvedimento di sospensione dei lavori. Del caso se ne era occupata anche la nota trasmissione di Canale 5 “Striscia la Notizia” con l’inviato Jimmy Ghione chiamato dai residenti del quartiere estremamente preoccupati di tutta la situazione. Su quest’ultimo capitolo si registra l’intervento dell’avvocato Gabriella Ceneri, legale della “Dimensione Scavi”. «La determinazione emessa dall’Ufficio Ambiente della Provincia di Ascoli – scrive il legale – che ha sospeso l’ingresso nel sito della Dimensione Scavi Srl delle macerie e l’attività di trattamento dei rifiuti, è del tutto illegittima , in quanto priva dei presupposti di legge».

L’avvocato Ceneri, Jimmy Ghione e alcuni residenti della zona
L’avvocato Ceneri, poi, passa ad elencarne i motivi. «La norma invocata dalla dirigente per disporre la sospensione è l’articolo 208 comma 13 del decreto legge del 3 aprile 2006 numero 152, che prevede che si possa comminare la sospensione delle attività solo in presenza di una situazione di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente. Questo il testo del comma 13: “Ferma restando l’applicazione delle norme sanzionatorie di cui al titolo VI della parte quarta del presente decreto, in caso di inosservanza delle prescrizioni dell’autorizzazione l’autorità competente procede, secondo la gravità dell’infrazione: a) alla diffida, stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze; b) alla diffida e contestuale sospensione dell’autorizzazione per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente; c) alla revoca dell’autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazione di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente. Invero non sono state misurate e provate dall’Ufficio alterazioni delle matrici ambientali, acqua, aria o polveri all’interno dell’impianto (accertamenti che l’ufficio Tutela Ambiente della Provincia avrebbe potuto richiedere ad Arpam e Asur) e visto che la presenza di amianto nel prodotto è stata esclusa dalle analisi fatte dall’Arpam e mancano i dati di analisi che possano sostenere l’ipotesi del pericolo ambientale, il provvedimento di sospensione è palesemente e gravemente illegittimo».

Stoccaggio macerie ad Arquata (Foto Vagnoni)
«Il medesimo articolo di legge – aggiunge l’avvocato Ceneri – impone che la sospensione sia data per un tempo determinato e neppure questo aspetto normativo è stato rispettato, in quanto non è previsto un termine temporale. Violate anche le norme procedimentali che sono date a garanzia del Soggetto che subisce il provvedimento finale, infatti non vi è traccia, nella premessa del provvedimento, dell’esame delle difese svolte dalla Dimensione Scavi e nemmeno si è avuta risposta all’istanza di proroga del termine inizialmente dato dall’ufficio Ambiente della Provincia per abbattere l’altezza dei cumuli del materiale End of Waste, che, si ricorda, non sono rifiuto. Anche il sopralluogo-relazione sul quale l’ufficio Ambiente fonda il provvedimento, sconosciuto al momento alla Dimensione Scavi in quanto mai comunicato e nel corso del quale asseritamente sarebbe stato riscontrato l’inadempimento alle prescrizioni, è stato effettuato senza la presenza della Ditta, addirittura dall’esterno dello stabilimento e benché il sottoscritto difensore abbia richiesto di essere presente! Si profilano gravi violazioni del diritto alla difesa. Gravi i danni arrecati all’azienda, ma ancor di più gravi sono i danni arrecati alla collettività da tale provvedimento… la ditta tratta l’85% delle macerie del terremoto, avendo i requisiti tecnici ed operativi per farlo. Al momento non vi sono aziende munite delle autorizzazioni per svolgere la mole di lavoro che la Dimensione Scavi poteva garantire. Penso – conclude la Ceneri – che il sindaco Petrucci non tarderà a far sentire la sua voce. Ancora una volta i terremotati subiscono le conseguenze di una gestione imprecisa e frettolosa dell’Aamministrazione pubblica. L’azienda, mio tramite, ha già richiesto l’annullamento in autotutela della determina e riserva esposto alla Procura della Repubblica per la rilevanza penale emergente dalla determina impugnata».
LA NOTA DELLA PROVINCIA:
Sul caso interviene ufficialmente anche l’amministrazione provinciale. «Al fine di una trasparente, opportuna e legittima necessità di informazione -afferma la Provincia- si intende rassicurare che l’attuale impossibilità di conferimento dei rifiuti presso l’impianto della Dimensione Scavi Srl, disposta con Determinazione della stessa Provincia del 6 febbraio scorso non ha e non avrà conseguenze o ripercussioni sull’attività di recupero delle macerie del terremoto rispetto alle attuali necessità di rimozione di macerie pubbliche, in essere, richieste dai Comuni ai sensi dell’art. 28 del D.L. 189/2016». «Il servizio infatti, è attuato dalla esistente filiera di recupero attivata dalla PicenAmbiente S.p.A. in convenzione con imprese locali, costituita da 7 impianti al momento autorizzati ubicati nella provincia di Ascoli Piceno – aggiunge l’ amministratore delegato di PicenAmbiente Leonardo Collina – pertanto, nonostante la sospensione del funzionamento di un impianto delle rete, attraverso una azione concordata di sviluppo con le stesse imprese facenti parte della filiera, si riesce ad assicurare la continuità delle attività di rimozione delle macerie. Da evidenziare – prosegue Collina – che le attività di rimozione saranno ulteriormente rafforzate con il riavvio, nella prossima settimana, delle attività operative della PicenAmbiente nel sito già autorizzato dalla Regione nel sito ‘Unimer di Arquata del Tronto, iniziativa già programmata da tempo». «Sono attualmente all’esame istruttorio della Provincia, in fase di valutazione, le richieste di autorizzazione di altre 3 imprese a trattare le macerie del sisma – sottolinea il presidente della Provincia Paolo D’Erasmo- L’Ente, oltre a rilasciare provvedimenti autorizzativi, svolge anche il compito rigoroso di assicurare la conformità delle attività alle prescrizioni, alle norme e il rispetto delle matrici ambientali per assicurare la qualità e la tutela di aria, acqua e suolo. Ad oggi – prosegue il presidente – tutte le ordinanze dei sindaci per la rimozione delle macerie hanno trovato e, troveranno, piena attuazione senza ritardi o difficoltà».














