
Castelli e l’ex direttore della Asl Mario Maresca
Perché il Carnevale ascolano è unico? Perché riesce a ridere sui problemi quotidiani della città e ci ride, e questa è proprio una peculiarità unica nel mondo, con gli stessi protagonisti della realtà. Gli attori del vero si mettono alla berlina calandosi nel finto. Questa mattina una dimostrazione emblematica c’è stata con la messa in scena , in piazza del Popolo, riguardante la tanto dibattuta scelta della località su cui costruire il nuovo ospedale unico del Piceno utilizzando il famoso algoritmo della Regione. Lo stesso sindaco Guido Castelli, cavalcando l’onda, attraverso il gruppo whatsapp usato quitidianamente per convocare i giornalisti, convoca tutti in piazza del Popolo per fornire «l’indicazione ufficiale sulla localizzazione del nuovo ospedale».

Castelli e il “paziente” Giacoboni
Puntuale il sindaco si presenta all’appuntamento insieme al suo braccio destro Cesare Celani e a Diego Giacoboni (paziente costretto a peregrinare da una struttura all’altra), tutti consolidatissimni protagonisti del Carnevale ascolano, e mette in piedi una sceneggiatura talk show in progress. Per terra un grande tableau con le varie possibilità di localizzazione lungo la vallata. Fin qui tutto “normale”. Si fa per dire. Non è normale, invece, che proprio in quel momento passa e si aggiunge alla scenetta il direttore sanitario, quello vero, dell’ospedale Mazzoni Diana Sansoni che sta naturalmente al gioco e dice la sua (lei, per la cronaca, propone un ospedale su rotaia in grado di spostarsi da una città all’altra superando tutti i problemi di campanile). Non solo. Nello stesso momento passa anche Mario Maresca, ex direttore generale della sanità ascolana il quale, anche lui, da esperto, sollecitato a dare un parere “tecnico”, accetta lo scherzo e illustra, in maniera quasi seria, parlando di parametri obiettivi. Poco dopo interviene anche l’assessore comunale Valentino Tega. Insomma ne viene fuori una sorta di Conferenza dei servizi sui generis sulla sanità. Tutta da ridere su un problema che sta dilaniando la politica e gli utenti.
Per lo spettatore non locale lo spettacolo è sicuramente piacevole. Anche se subito non riesce a focalizzare che si tratta di falsi veri. Poi quando se ne rende conto capisce e ride anche di più. E apprezza lo spirito unico del Carnevale ascolano. Solo ad Ascoli possono accadere queste cose.
f.d.m.














