
Community manager, ovvero la persona giusta per aiutare, in territori fiaccati fisicamente e psicologicamente dal terremoto, soprattutto giovani e anziani. Nasce, a Folignano e Maltignano, iniziativa innovativa per tutte le Marche, la Scuola di Community Manager. Si tratta di un progetto, finanziato per 100.000 euro dalla Fondazione Carisap, promosso dal Laboratorio della Speranza, che ha come presidente don Paolo Sabatini, e che vede come partner Coop L’Albero della vita, Gus, Coop Miniera delle Arti, Coop sociale Eureka e naturalmente i Comuni di Folignano e Maltignano che hanno una peculiarità: possiedono in percentuale la popolazione giovanile (fino a 14 anni) delle Marche.
«I due territori – spiega Sabatini – sono accomunati da un’ampia presenza di famiglie giovani nelle frazioni di Caselle e Villa Pigna e anziani nel centro storico. Il sisma del 2016 ha colpito duramente le strutture di entrambi i Comuni costringendo le Amministrazioni comunali a ridurre drasticamente le attività delle associazioni presenti per mancanza di luoghi fisici. Ora questi territori hanno bisogno di sostegno e ascolto. Ci mettiamo a disposizione per organizzare servizi che emergono dai bisogni reali. Già abbiamo avuto positive esperienze con volontari giunti da tutta Italia». Valorizzare i territori e farli crescere con la rigenerazione delle sedi: è la parola d’ordine.

Anselmi e Sabatini
La Scuola di Community Manager prevede 3 percorsi formativi di 18 lezioni da 8 ore da realizzarsi in 9 settimane. Trenta mesi di lavoro «Essa crea figure – spiega Margherita Anselmi responsabile del progetto – capaci di generare reti e collaboratori e di ascoltare le esigenze della comunità e trasformarle in attività di laboratori. Struttura una rete di servizi educativi rivolti alla famiglia, a bambini, adolescenti e anziani per integrare i classici percorsi educativi didattici e familiari. L’ascolto sarà determinante per promuovere e coinvolgere la comunità mentre la rete di associazioni sarà la voce e la mano delle esigenze della popolazione e l’interfaccia dell’Amministrazione comunale».
Il terremoto, che ha reso inagibili gran parte degli edifici, ha messo in ginocchio i due Comuni anche dal punto di vista delle relazioni sociali. Squadre di psicologi volontari , dopo il terremoto, si sono subito messe all’opera per affrontare ansie e paure. Descrivono bene la situazione Rita Cosmi, assessore alle politiche sociali di Folignano, e Monica Mancini Cilla assessore alla cultura di Maltignano. Quest’ultima parla della necessità di «ricostruzione dell’anima». A Maltignano le associazioni dopo il terremoto sono scomparse perché non hanno più un luogo dove riunirsi. Ci sono 150 famiglie senza casa. A Folignano (9.184 residenti, 3.404 nuclei familiari) le associazioni, erano 22 quelle attive, si stanno arrangiando con un container donato dalla Diocesi che è diventato il simbolo della rinascita.
Le finalità del progetto. Realizzare a Folignano la rete territoriale tra le diverse associazioni e strutturare percorsi di ascolto della comunità dislocata tra Piane di Morro, Villa Pigna e Folignano. Rendere lo spazio di aggregazione giovanile di Maltignano, coinvolgendo le realtà presenti, il cuore delle attività e dei laboratori per giovani, bambini e anziani favorendo l’intergenerazionalità.
Alla presentazione del progetto, questa mattina nella sede della Bottega del Terzo Settore, erano presenti anche Tina Nepi amministratore unico della cooperativa Miniera delle Arti, Maria Lupi (presidente) e Luca Pampano (vicepresidente) della Cooperativa Eureka, Roberta Felicetti coordinatrice equipe del progetto su Folignano, Serafino D’Emidio operatore del Gus, Luca Cerrao della Cooperativa Albero della Vita, Susanna Lupazio coordinatrice equipe del progetto su Maltignano e Massimo Di Pietro del Bim Tronto.
f.d.m.














