di Stefania Mistichelli
La forza e la bellezza della natura nel progetto realizzato dall’Anffas insieme alla fondazione Carisap, con la collaborazione delle associazioni “Amici nella natura” e “Impronte Pet-therapy”.
«Un progetto che ridà slancio all’Anffas, da 60 anni attiva sul territorio (nacque per iniziativa della signora Gina Bernabei, maestra e mamma di un bambino affetto da sindrome di down) ma spesso in difficoltà per carenza di fondi. “Ci vuole un fiore” – spiega la presidentessa Daniela D’Angelo – nasce sulla scorta di un’esperienza precedente fatta con l’associazione “Amici nella natura” che ha a disposizione orti, nella zona di Monticelli, che concede a chi ne ha bisogno. Con loro qualche anno realizzammo il progetto “L’orto giardino della nonna”, un’esperienza che piacque moltissimo ai nostri ospiti, che non solo hanno coltivato piante e fiori, realizzando marmellate e altri prodotto lavorati, ma si sono relazionati con chi li aiutava con i lavori dell’orto e con i nonni stessi. Dalle criticità che abbiamo incontrato in questa occasione, siamo partiti per questo progetto: le esigenze erano dare continuità al progetto, istallando una serra in modo da poter coltivare anche con il maltempo, e facilitare il lavoro della terra, realizzando un orto verticale, progettato proprio per persone con disabilità, che permettesse ai nostri ragazzi di lavorare stando in piedi o seduti visto che per molti di loro chinarsi è molto difficoltoso».
“Ci vuole un fiore” partirà ad aprile e si svolgerà su tre moduli, spesso intrecciati tra loro dal punto di vista temporale e pratico: l’ortoterapia, con la coltivazione di fiori e piante officinali, per favorire la conoscenza delle piante e insegnarne la cura; la pet-therapy, per favorire la relazione con l’animale e il rispetto di esso; la manipolazione con la creta, attraverso la quale i ragazzi realizzeranno dei vasi dove poi saranno collocate le piantine che nasceranno dal lavoro della terra. Il prodotto finale sarà venduto a fine progetto.
«Grazie all’Umea – aggiunge Daniela D’Angelo – il nostro gruppo di ospiti, circa 15 persone di età compresa tra i 30 e i 60 anni, sarà integrato con ragazzi più giovani, per arrivare ad un’utenza di circa 20 persone che potranno partecipare al progetto». Ortoterapia, pet-therapiay, manipolazione della creta sono tutte attività fortemente riabilitative, sia dal punto di vista psicologico sia fisico. «L’accudimento di un animale o la cura di una pianta, come la realizzazione di un prodotto finito come può essere un vaso, hanno un forte valenza riabilitiva – spiega il dottor Vinicio Alessandroni dell’Umea – e contribuiscono alla costruzione di quel progetto di vita che è necessaria a tutti, tanto più per coloro che, per motivi diversi, hanno una maggiore difficoltà a realizzarlo».
Il progetto si svolgerà presso l’Anffas (corso Mazzini 81/83 – lo stabile che ospitava l’Anffas è attualmente inagibile) e nella sede di Amici nella natura, in via Monticelli 138.














