La cripta del Duomo (foto Vagnoni)

di Stefania Mistichelli

Quattrocento mila per ridare smalto agli impianti pittorici del Duomo e, in particolare, alla Cripta di S. Emidio, cui verranno restituiti gli antichi affreschi del Duecento e la completa fruibilità delle catacombe. È con il primo consiglio di amministrazione della presidenza Galeati che la fondazione Carisap dà il via al finanziamento, nell’ambito del masterplan terremoto, di un importante intervento di riqualificazione della Cattedrale.
«All’interno del piano pluriennale 2017/2019 – spiega il neopresidente Angelo Davide Galeati – l’organo di indirizzo ha stabilito di destinare 6 milioni di euro per sopperire alle esigenze che il terremoto ha generato nella nostra comunità e nei territori dove insiste la fondazione. Questo ha generato la costituzione del documento “masterplan terremoto” dove sono stati delineati alcuni ambiti d’intervento specifici: imprese e sistemi produttivi; volontariato e cooperazione sociale; agroalimentare ed enograstronomia; turismo, paesaggio e ambiente; beni culturali, artistici e architettonici.

Da sinistra Ciancotti, D’Ercole, Galeati, Remoli, Zappasodi

Sono interventi a tutto tondo, perché l’intenzione era quella di stimolare non solo il tessuto sociale, ma anche lo sviluppo economico e quindi ridare vitalità alla nostra comunità. All’interno del masterplan terromoto, oggi diamo notizia della delibera all’interno del mio primo cda del finanziamento per la ristrutturazione degli impianti pittorici del Duomo. Per noi si tratta di un intervento importante visto che a seguito del sisma, l’organo d’indirizzo si era posto l’obiettivo di dare un forte segnale di vicinanza al territorio e, dal punto di vista simbolico, questo intervento ha un grande valore sia perché il Duomo è la casa spirituale della nostra comunità sia perché è dedicata al nostro patrono, protettore dal terremoto. Inoltre, con questo finanziamento andiamo a fare un’operazione che nessun altro attore sul territorio sarebbe riuscito a fare».
Un intervento che prenderà le sue prime mosse dalla cripta, come ha spiegato il vescovo di Ascoli monsignor Giovanni D’Ercole. «La riqualificazione degli affreschi è quantomai importante per rimettere al più preso il Duomo a disposizione della comunità. Cominciamo dalla Cripta, perché è quella che ha più bisogno in questo momento. Un intervento grazie al quale si realizzerà anche un mio sogno: far conoscere al mondo le catacombe di S. Emidio, che verranno rese fruibili e aggiunte nel catalogo del Vaticano. La fondazione si riconferma, così, un ente che non fa assistenzialismo, ma che stimola l’economia del territorio: questo finanziamento, infatti, ha una grande valenza non solo religiosa, ma anche culturale e turistica, perché permetterà di restituire agli ascolani e ai turisti un luogo di culto e un inestimabile contenitore di bellezze artistiche ed architettoniche».

Le tombe dentro al Duomo

«I lavori – chiarisce il parroco don Angelo Ciancotti – inizieranno dalla Cripta, dove saranno riportati alla luce degli affreschi del ‘200 che nessun ascolano ha mai visto, perché nel ‘700 furono ricoperti da Tommaso Nardini. Riavere gli affreschi del 1200, oltre alla fruibilità delle catacombe di S. Emidio, penso sia un bel traguardo da parte della città a livello di fede e a livello umano, culturale e turistico. Questo lo si può fare solo con degli aiuti esterni, perché se il restauro del piano superiore della Cattedrale sarà finanziata con fondi statali, la cripta non può avvalersene, nonostante abbia risentito molto degli effetti del terremoto».
L’importo complessivo del finanziamento deliberato è di 400 mila euro e i lavori, che dovrebbero durare circa un anno, saranno fatti a settori per non chiudere la cripta, sempre molto visitata.
«C’è la parte strutturale da consolidare – aggiunge don Angelo – e la parte pittorica da portare e fuori e stabilizzare. Inoltre il terremoto ha anche intaccato i mosaici, che furono fatti negli anni ’50 – ’55 con Monsignor Squintani. Infine le catacombe, che arrivano fino alle scale del duomo, vanno stabilizzate e va ripristinato il camminamento in modo da renderle perfettamente fruibili».

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