
La curva sud in festa prima del fischio d’inizio: alla fine non sarà così (Foto Edo)
di Bruno Ferretti
Mancano sei giornate alla fine del campionato e l’Ascoli è sempre più nei guai con una classifica da incubo. La retrocessione in Lega Pro, realisticamente parlando, a questo è molto più di un rischio e per raggiungere il traguardo (obiettivo ancora possibile) è necessario invertire radicalmente la rotta e disputare alla grande le ultime 6 partite. Tre fuori (contro Cremonese, Entella e Pescara) e tre in casa (Perugia, Avellino e Brescia). La squadra di Cosmi sarà in grado di farcela?

Cosmi si è dannato l’anima in panchina, ma non è bastato (Foto Edo)
La sconfitta in casa con il Parma ha aggravato una classifica già traballante, ma è una sconfitta che ci può stare visto che di fronte il Picchio aveva un avversario assai più forte soprattutto sul piano qualitativo. La partita sbagliata dall’Ascoli, senza tornare troppo indietro nel tempo, resta quella di Foggia affrontata con ingiustificabile sufficienza e giocata come fosse… un’amichevole. In Puglia i bianconeri hanno perso una grande occasione per allungare la serie positiva e aggiungere almeno un punto alla classifica. Tornando alla sconfitta interna col Parma, va comunque ricordato che il gol decisivo di Calaiò è stato causato da un errore e mezzo. Buzzegoli ha perso ingenuamente palla e Lanni, forse sorpreso dal tiro da lontano, si è lanciato in tuffo con un attimo di ritardo riuscendo solo a toccare il pallone che si è infilato in rete. La partita era iniziata da due minuti e per l’Ascoli è diventato tutto più difficile mentre il Parma è stato facilitato anche tatticamente perché da quel momento ha avuto ampi spazi per le ripartenze mettendo in difficoltà i bianconeri. Siligardi (due volte ) e Dezi hanno sfiorato il bis nl primo tempo, mentre nel secondo è stato Lanni a salvare in almeno tre occasioni. Ma non è servito a niente perché il Parma è tornato a casa con i 3 punti lasciando l’Ascoli in mezzo ai suoi (grossi) problemi.

L’amministratore Cardinaletti e il ds Giaretta prima della partita a bordo campo (Foto Edo)
Dopo il ciclo positivo di 10 punti in 4 partite, sono arrivate due sconfitte consecutive che hanno ridotto le speranze dell’Ascoli. E sono riemersi limiti e carenze già noti. Limiti e carenze di una squadra costruita male la scorsa estate, e rinforzata peggio a gennaio. Gravi gli errori di valutazione commessi dalla dirigenza bianconera.
Cosmi contro il Parma ha escluso sia Varela che Clemenza (subentrati poi nel corso della diesa) puntando in attacco su Monachello e Ganz. Quest’ultimo si è reso pericoloso una volta sola con un bel colpo di testa che poteva portare al pareggio, poi è uscito di sena fino alla sostituzione. Monachello appare in fase involutiva, Buzzegoli e Mogos avrebbero bisogno di riposo. Il balletto dei portieri fra Lanni e Agazzi non ha certo giovato alla loro tranquillità.

Disperato tentativo di chiusura di Mengoni su Baraye: a evitare lo 0-2 ci penserà Lanni (Foto Edo)
E poi gli infortuni. Tanti. Troppi. A centrocampo il campionato di Carpani è finito in largo anticipo, Bianchi manca da lungo tempo causa problemi muscolari che in settimana hanno bloccato anche Martinho (infortuni muscolari che sono ormai una costante in casa Picchio). Senza dimenticare la perdita (addirittura a novembre, proprio a Parma) di Favilli che doveva essere l’uomo-gol più importante, e i lunghi mesi di indisponibilità di Mengoni, Rosseti e Mignanelli.














