di Luca Capponi 

Senso unico alternato o utilizzo di un tratto “secondario”. In attesa dei sospirati lavori. Spiragli di luce per la strada provinciale 89 Valfluvione, da mesi al centro delle polemiche per via della chiusura che tiene ai margini Montegallo e frazioni dal tratto che da Balzo si dirige verso il passo del Galluccio e da lì verso Lazio e Umbria. Una chiusura mal digerita da tutti, soprattutto perché, nonostante le forzature del blocco da parte di ignoti, è in atto da ormai due anni (tanti ne stanno per trascorrere dal primo terremoto del 24 agosto), e ritenuta tra le cause delle difficoltà attraversate dal territorio nella gestione del post sisma.

Il punto di chiusura della Provinciale 89

Dopo la consegna di oltre 600 firme nelle mani del prefetto Rita Stentella, facenti parte di una petizione volta a chiedere una soluzione tempestiva del problema, nel pomeriggio di giovedì 24 maggio si è svolta una riunione proprio presso la Prefettura di Ascoli, convocata dalla stessa Stentella. Tra i presenti, il sindaco di Montegallo Sergio Fabiani, esponenti di Provincia e Anas (i soggetti interessati direttamente dalla questione) ad anche rappresentanti della cittadinanza.
Nel corso dell’incontro sono stati messi in luce le criticità del tratto stradale per la sicurezza degli utenti e le difficoltà in cui versa l’economia di Montegallo che, già duramente sofferente a causa degli eventi sismici, rischia, dopo la chiusura della strada, di essere compromessa irreversibilmente.
Da quanto emerso sembra che, su sollecitazione del prefetto Stentella, a breve (presumibilmente martedì 29 maggio), ci sarà un nuovo sopralluogo in loco per individuare soluzioni rapide ed efficaci, che permettano, nelle more dell’ultimazione dei lavori, il transito su strade secondarie alternative come il tratto Rigo-Galluccio oppure il transito a senso unico alternato, dopo l’eventuale rimozione del pericolo di caduta massi.

La strada chiusa che “isola” Montegallo Parte la petizione da consegnare al prefetto

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