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Fondi ai terremotati sfollati,
spunta una nuova “bozza”

ASCOLI - L’esame del documento sarà al centro di una riunione del Comitato regionale per l’attività di ricostruzione post sisma, convocato dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli per venerdì 3 agosto ad Ancona.
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di Maria Nerina Galiè

Qualcosa è cambiato, altro no nella nuova bozza che andrebbe a modificare le regole per l’elargizione del contributo di autonoma sistemazione ed altre forme di assistenza ai terremotati. L’esame del documento sarà al centro di una riunione del Comitato regionale per l’attività di ricostruzione post sisma, convocato dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli per venerdì 3 agosto ad Ancona.

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Il presupposto su cui si basano i nuovi criteri, che dovrebbero puntualizzare anche gli importi e la durata degli aiuti, sembra essere lo stesso: il ripristino, quanto prima, di una condizione di normalità e stabilità. Si chiederà ancora la dichiarazione, entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza, di aver presentato i progetti per le ristrutturazioni leggere, oppure essere nei termini per farlo. In questo caso si prevede che il contributo sarà erogato fino a 30 giorni dopo la fin dei lavori e per non oltre 12 mesi dall’approvazione del finanziamento per l’esecuzione degli stessi. Sarà aggiunto, come condizione di esclusione dal contributo e sempre in base alla bozza, il rientro nella abitazione occupata prima del sisma. Se si acquista una casa, o si ottiene il permesso a costruirne una nuova, gli incentivi dovrebbero essere riconosciuti sia per coloro che prima del terremoto abitavano in un’immobile preso in locazione che di proprietà, in entrambi i casi danneggiati gravemente (categoria E o F della scheda Aedes). Essi andrebbero, in base al numero dei componenti del nucleo familiare, da un minimo di 900 ad un massimo di 1.500 euro in sei mesi per i conduttori, da 1.800 a 3.000 euro l’anno per tre anni per i proprietari. Preliminare, atto definitivo o permesso a costruire dovranno rientrare nel periodo dello stato di emergenza.
Chi era in affitto prima del sisma in un immobile oggetto di sgombero ed ha trovato una analoga sistemazione in via temporanea, se entreranno in vigore le nuove disposizioni, si vedranno riconosciuto un aiuto pari alla differenza tra il vecchio ed il nuovo canone fino ad un massimo 600 euro. Per la sistemazione temporanea a titolo gratuito, si dovrebbe far riferimento alle agevolazioni previste per l’acquisto. Il Cas continuerebbe ad essere erogato allo stesso modo in caso di perdita della fonte di reddito imputabile al terremoto.
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In caso di separazione legale o divorzio avvenuta dopo il terremoto, agli ex coniugi che condividevano una casa dichiarata inagibile e che poi hanno fatto richiesta di Sae o l’hanno già ottenuta, dovrebbe essere garantita una doppia sistemazione. Uno nella casetta e all’altro il Cas, oppure una Sae ciascuno.
Infine, coloro che alloggiano in strutture ricettive, dovranno rilasciare le stesse dichiarazioni dei percettori di Cas e, avendone i requisiti, richiedere analoga forma di assistenza. La permanenza negli alberghi o simili sarebbe garantita esclusivamente a coloro che sono in attesa di Sae o alloggi dell’Erap. Verrebbe data ai Comuni la possibilità di derogare a tali restrizioni.

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