Toto-sindaco, stallo totale? D’Andrea e Assenti (per ora) dietro le quinte

SAN BENEDETTO - Aggiornamento sugli scenari delle alleanze e dei candidati alla poltrona di primo cittadino
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Nel riquadro Andrea Assenti e Maria Elisa D’Andrea

Nessun annuncio ufficiale. La campagna elettorale sambenedettese non è ancora entrata nel momento più caldo, quello delle alleanze tra le liste e della scelta dei nomi da candidare a sindaco. A Senigallia, in tutt’altra situazione, si sa già che a sfidare l’attuale sindaco Olivetti sarà Romano del Pd, che ha vinto le primarie con il verde Lion. Ma a San Benedetto la situazione è precipitata con la caduta anticipata della giunta Spazzafumo ha costretto un po’ tutte le forze ad anticipare i tempi di un anno, e dunque con una difficoltà maggiore rispetto a date di elezione conosciute da anni come a Senigallia.

 

Ognuno infatti ha le sue debolezze, e in questo contesto non è escluso che, come nel 2021, ci possano essere sorprese. A sinistra abbiamo al momento tre ipotesi di candidatura. Cominciamo da Fabio Urbinati del Partito Democratico. Nome che è stato ufficializzato dallo stesso Urbinati e che al momento non gode, almeno ufficialmente, dell’appoggio dell’intero partito, dilaniato da un confronto aspro tra l’attuale segretario Marco Giobbi e l’ex (?) sfidante alla segreteria Andrea Manfroni, proprio in merito al voto che consegnò le chiavi del Pd a Giobbi; Urbinati poi tornato nel Pd dopo la svolta renzian-calendiana: nulla di preoccupante per la politica attuale, ma va rivelato. Secondo: Giorgio Fede del M5S. Nome pesante dal punto di vista dell’incarico politico (secondo mandato da parlamentare, è il sambenedettese più in alto nella politica nazionale nel centrosinistra). Meno forte per la consistenza del M5S in città: assente in consiglio comunale da due mandati, ha perso per motivazioni varie i consiglieri della prima ora come Ferritto, Marucci e Gambini oltre a esponenti importanti del gruppo. Terzo nome: Paolo Canducci, Alleanza Verdi Sinistra. Come Urbinati esperto di politica amministrativa, già assessore in due mandati, di ferrea opposizione nei confronti di Spazzafumo, è stato tuttavia candidato già nel 2021, pur in una situazione complicata dalla frammentazione del centrosinistra.

 

E a destra? La Lega si è fatta avanti per prima, con due nomi: Lorenzo Marinangeli e Pasqualino Piunti. Quest’ultimo, già sindaco oltre che vicesindaco e vicepresidente della provincia in passato, è uscito sconfitto dalle elezioni del 2021 proprio al ballottaggio con Spazzafumo. Gode di un bottino di preferenze personali ma se potrà far valere l’esperienza (quella che per molti Spazzafumo non aveva) non può contare sull’effetto novità. Forza Italia è l’anello più debole in tema di candidature: dopo aver appoggiato la precedente giunta nel finale di mandato, è tornata nel centrodestra ma difficilmente darà le carte. Fratelli d’Italia, il partito principale, è ferma sul segretario comunale Gianni Balloni, con Giuseppe Formentini come opzione di riserva. Ma la situazione continua ad essere di stallo con una doppia opzione sul tavolo: o un “papa straniero” (Domenico Pellei di Centro Civico Popolare, ad esempio, o Nicola Mozzoni, presidente dell’Assoalbergatori) oppure la discesa in campo dell’esponente sambenedettese più in vista del centrodestra, se si eccettua il sottosegretario all’Economia Lucia Albano, ovvero l’attuale consigliere regionale Andrea Assenti.

 

Al centro, come detto, Domenico Pellei, il cui gruppo nei prossimi giorni si incontrerà col centrodestra (stessa cosa verrà per gli ex amici di Libera e della giunta Spazzafumo superstite) ma dall’altra parte proprio l’ex sindaco potrebbe rompere le riserve e ufficializzare una propria ricandidatura. Ma attenzione anche all’ipotesi che un altro nome da settimane in ballo entri nella contesa: parliamo di Maria Elisa D’Andrea, notaio, dirigente Samb e Fondazione Sambenedettese e moglie del presidente della Samb Vittorio Massi. Altro nome che si presenterebbe con una propria lista civica, non in appoggio a Spazzafumo. Vedremo.

 

Ma ci sono altri nodi da sciogliere in merito alle liste civiche: altre sono in fase di formazione anche se in questi casi a volte la volontà iniziale non giunge alla prova del voto. Il movimento San Benedetto Partecipa!, ad esempio, che pare escluso dal resto del centrosinistra, potrebbe presentarsi in autonomia con Luciana Barlocci candidato sindaco.

 

L.C.

 

 


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