Impianto Gnl, oltre duecento firme per chiedere un confronto con le autorità

ASCOLI - Il quarto incontro pubblico non scioglie i dubbi del Comitato dei residenti: sotto osservazione la vicinanza alle abitazioni, lo stadio ad alta affluenza, la concentrazione di stazioni di carburante e le criticità ambientali e morfologiche dell’area
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di Filippo Ferretti

 

Non si placano le preoccupazioni dei cittadini in merito alla costruzione e alla futura attivazione dell’impianto di stoccaggio Gnl, sulla circonvallazione, alle spalle dello stadio Del Duca di Ascoli. Per ottenere le maggiori rassicurazioni possibili sul funzionamento della stazione, Legambiente e la Protezione civile hanno indetto una serie di incontri volti ad analizzare ogni rischio potenziale.

 

Anche l’ultimo appuntamento dedicato al tema, organizzato in collaborazione con il Comitato dei residenti di Campo Parignano-Borgo Chiaro presso la sala della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, ha messo in evidenza numerose complessità. A fornire risposte è stato il progettista dell’impianto di stoccaggio Gnl, che ha ricordato come il cosiddetto “bombolone” si inserisca in un’area già occupata da altre due stazioni di carburante, per la cui realizzazione in passato non si erano attivati analoghi processi di confronto.

 

Paolo Prezzavento ha replicato ai chiarimenti tecnici forniti dal progettista dell’impianto, il geometra Adelmo Ciabattoni, sottolineando come le richieste di approfondimento sul funzionamento del “bombolone” non nascano da allarmismo generico né da una scarsa conoscenza delle tecnologie. Al contrario, esse derivano da una valutazione fondata su alcuni elementi ritenuti fondamentali: la collocazione dell’impianto rispetto all’abitato e alle vie di fuga; la presenza di un serbatoio criogenico di Gnl in prossimità di un’area urbana e di un’infrastruttura sportiva ad alta affluenza; la necessità di verificare che tutte le condizioni di sicurezza, prevenzione e mitigazione del rischio siano adeguate al contesto specifico, indipendentemente dal fatto che la struttura sia autorizzata.

 

«Non abbiamo mai sostenuto che l’impianto in costruzione sia “pericoloso” in senso assoluto: il tema che abbiamo sollevato riguarda esclusivamente la valutazione del rischio nel contesto specifico», ha affermato Prezzavento, rispondendo alle osservazioni relative alla presenza di altre due stazioni di carburante nelle vicinanze. Lo scetticismo popolare, ha precisato, non nasce dal confronto tra impianti né intende esprimere un giudizio sulle autorizzazioni ottenute.

 

Il rappresentante del comitato impegnato nella tutela della sicurezza collettiva ha inoltre ribadito come l’associazione sia pienamente consapevole delle differenze tra Gnl, metano compresso e Gpl, così come delle rispettive caratteristiche fisiche, delle pressioni di esercizio e degli scenari incidentali teorici. «Il nostro ruolo è valutare criticamente ogni installazione che si inserisce in un’area urbana complessa, soprattutto quando coinvolge serbatoi criogenici e infrastrutture ad alta affluenza», ha dichiarato l’ambientalista durante l’incontro, al quale hanno partecipato decine di cittadini ascolani.

 

«Desideriamo inoltre precisare che la presenza di altri impianti potenzialmente pericolosi nelle vicinanze non riduce né giustifica il rischio associato a un nuovo impianto, né rappresenta un criterio tecnico per valutarne la compatibilità territoriale. Allo stesso modo, le statistiche generali non sostituiscono le analisi di rischio sito-specifiche, che devono considerare scenari incidentali, condizioni ambientali, morfologia del terreno, densità abitativa e vulnerabilità delle persone presenti», ha evidenziato Prezzavento, ribadendo che la conformità autorizzativa non esaurisce il tema della sicurezza.

 

«Come Comitato continueremo a svolgere il nostro ruolo con rigore, trasparenza e senso di responsabilità, nell’esclusivo interesse della tutela della popolazione e della sicurezza del territorio», ha concluso Prezzavento. Grazie al coinvolgimento della cittadinanza ascolana, il Comitato ha già raccolto oltre duecento firme da consegnare al prefetto per ottenere un incontro con le autorità cittadine.

 

L’ultimo incontro ha infine confermato la disponibilità del Comitato dei residenti di Campo Parignano-Borgo Chiaro a confronti fondati su dati oggettivi, ma anche la ferma volontà di non accettare minimizzazioni o semplificazioni prive di riscontro nelle metodologie di analisi del rischio riconosciute.

 

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