
Fanesi e il Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Benedetto
«Prosegue la scia di violenza, ma permane un preoccupante immobilismo sugli investimenti per la sicurezza in Riviera». È netta la presa di posizione del Siulp di Ascoli Piceno, che interviene dopo l’ennesimo grave episodio di cronaca avvenuto nel pomeriggio di ieri in pieno centro a San Benedetto del Tronto, dove un cittadino extracomunitario è rimasto ferito in un accoltellamento (leggi l’articolo).
Da mesi, sottolinea il sindacato di polizia, si assiste a una crescente diffusione di fenomeni di microcriminalità lungo la Riviera picena, con risse e aggressioni sempre più frequenti che hanno determinato una vera e propria escalation di violenza. Una situazione che, secondo il Siulp, alimenta un diffuso clima di insicurezza e dimostra come anche questo territorio non sia più immune da dinamiche criminali fino a pochi anni fa estranee alla comunità locale.
«Si tratta di una condizione che denunciamo da tempo e che continua a non trovare risposte adeguate da parte delle istituzioni competenti», afferma in una nota il segretario generale del Siulp di Ascoli Piceno, Benedetto Fanesi.
In questo contesto, il sindacato ribadisce come la priorità assoluta debba restare il controllo del territorio, attraverso l’innalzamento degli standard di prevenzione generale con effetto deterrente e il pieno funzionamento degli uffici investigativi, fondamentali sul piano repressivo.
Fanesi definisce «un grave errore la sottrazione di risorse operative al controllo del territorio, fenomeno che – denuncia – si verifica con sempre maggiore frequenza presso il Commissariato di San Benedetto del Tronto. Una situazione che rischia di vanificare il potenziamento di dieci unità di personale assegnate al Commissariato nel mese di settembre, operatori che avrebbero dovuto essere destinati prevalentemente ad attività operative ma che, a causa della carenza di organico e della mancanza di adeguato supporto da parte della Questura, vengono impiegati in altre mansioni o servizi».
«Tutto questo avviene mentre la criminalità evolve e diventa sempre più aggressiva, esponendo cittadini e operatori di polizia a rischi crescenti», prosegue Fanesi.
Anche l’aggregazione degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, così come attualmente strutturata, viene giudicata insufficiente se limitata nel tempo e non inserita in una strategia organica e duratura. «I fatti criminosi che continuano a ripetersi, purtroppo, ci danno ragione», aggiunge il segretario.
A fronte di un quadro definito «in continuo peggioramento», il Siulp denuncia inoltre un totale immobilismo sugli investimenti per la sicurezza, in particolare rispetto ad alcuni obiettivi più volte annunciati, come l’elevazione del Commissariato di San Benedetto del Tronto e il necessario rafforzamento degli organici, che sembrerebbero rinviati addirittura a fine anno.
«La Riviera picena non può più aspettare – conclude Fanesi – Non è più possibile parlare di sicurezza limitandosi ad annunci o a interventi meramente simbolici. È arrivato il momento di assumersi responsabilità precise e di intervenire immediatamente, prima che la situazione degeneri ulteriormente e si perda il controllo di alcune zone della città».
Per queste ragioni, il Siulp di Ascoli Piceno annuncia l’avvio di una serie di consultazioni con le forze politiche, con l’obiettivo di aprire un confronto serio, responsabile e concreto sul piano della sicurezza dell’intera provincia, nella consapevolezza che ulteriori rinvii non sono più sostenibili.
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