Lavatoio pubblico, Cappelli all’Amministrazione: «Un bene storico lasciato al buio e soffocato dal parcheggio selvaggio»

ASCOLI - Il consigliere di minoranza: «L'illuminazione artistica non funziona da da tempo. Il Comune deve investire risorse adeguate per la valorizzazione del sito»
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Parcheggio selvaggio al lavatoio di Porta Cappuccina

Si accende la polemica politica attorno al lavatoio pubblico di Ascoli Piceno, storico sito di cui si trovano notizie a partire già dal 1625, situato nel quartiere di Porta Cappuccina, nei pressi del Ponte Romano. A denunciare lo stato di degrado è il consigliere comunale Gregorio Cappelli della lista civica Ascoli Bene Comune, da sempre attenta – sottolinea – alla valorizzazione dei beni culturali cittadini.

 

Secondo Cappelli, il monumento versa da tempo in condizioni non adeguate alla sua importanza storica e identitaria per la città di Ascoli Piceno. «L’illuminazione artistica, infatti, non funziona da diverso tempo – si legge nella nota – privando cittadini e turisti della possibilità di ammirare uno degli scorci più suggestivi della zona, soprattutto nelle ore serali».

 

Non solo. «È inaccettabile – afferma il consigliere – che un luogo così significativo venga lasciato al buio. Non parliamo solo di decoro urbano, ma ribadiamo ancora una volta che si tratta di identità culturale». Oltre al problema dell’illuminazione, Cappelli punta il dito contro il cosiddetto parcheggio selvaggio che, sia di giorno che di notte, finirebbe per oscurare e mortificare l’area monumentale. Una situazione che, secondo l’esponente di opposizione, sarebbe stata più volte segnalata dai residenti.

 

Il lavatoio nelle ore serali

Nel mirino anche la Polizia Locale, che dal punto di vista di Cappelli avrebbe dovuto mostrare maggiore interesse rispetto alle segnalazioni avanzate dai cittadini. Il consigliere quindi punta il dito contro l’Amministrazione comunale, che a detta sua dovrebbe investire risorse e progettualità nella valorizzazione del sito.

 

«I beni culturali – conclude Cappelli – non possono essere trattati come elementi marginali: sono il cuore della nostra comunità». La questione riapre così il dibattito sulla tutela e promozione del patrimonio storico ascolano, tema destinato a rimanere al centro del confronto politico cittadino


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