Tragedia sul Tronto, parla l’amica della coppia: «Quel mattino non lo dimenticherò mai»

ASCOLI - A distanza di una settimana dalla morte di Alessandra ed Evandro, arrivano le parole della ragazza che li ha trovati senza vita nella tenda: «Sento ancora l'odore forte del fumo. Non mi capacito di quanto accaduto. Almeno sono stati vicini fino all'ultimo. In questi giorni sto rispondendo sui social a tutti questi tuttologi e leoni da tastiera che pensano di sapere tutto ma non conoscono la loro storia»
...

 

di Elena Minucci

 

Maria Alejandra Nigrotti, conosciuta da tutti come Alessandra, ed Evandro, la storia di due ragazzi strappati alla vita troppo presto che ha colpito tutta la città: a distanza di una settimana dalla tragedia, arrivano le parole dell’amica della coppia, colei che in quella fredda mattina di sabato scorso li ha trovati sotto al fiume Tronto del quartiere di Porta Cappuccina a pochi passi dal cimitero, dove pochi giorni prima si erano trasferiti.

 

Alejandra Nigrotti ed Evandro Maravalli

Il suo è un racconto duro, pieno di dolore di chi si è trovato davanti la perdita improvvisa di due amici. Un momento impossibile da dimenticare, affrontato da una persona che, per rispetto, è doveroso mantenere anonima.

 

«Alessandra la conoscevo da molto tempo, siamo andate a scuola insieme. E poi lavoro presso la signora che ospitava Evandro. Sono ancora molto scossa. In questi giorni sto rispondendo sui social a tutti questi tuttologi e leoni da tastiera che pensano di sapere tutto ma non conoscono la loro storia».

 

Cosa le ha fatto scattare l’allarme sabato mattina?

 

«Non mi rispondevano al telefono da venerdì. Ero preoccupata. Sono andata direttamente al fiume perché sapevo di trovarli li. Dovevo anche portare un marsupio di Evandro e mettermi d’accordo con Alessandra per quando andare a fare le analisi del sangue per la gravidanza. Ero, comunque, molto preoccupata, mi chiedevo perché era tutto il giorno di venerdì che non mi rispondevano. Pensavo che potevano essere impegnati o che Evandro stava facendo la legna. Quando li ho visti, ho capito subito che c’era qualcosa che non andava, e ho dato l’allarme».

 

La tenda dove sono stati trovati i ragazzi

Oltre alla tenda grigia dei ragazzi, c’era anche una verde. Sa di chi è?

 

«Quando Evandro scese sotto al fiume per fare una specie di sopralluogo, c’era già una tenda, quindi qualcuno in precedenza stava lì. La loro era una tenda canadese, molto più grande. Quella verde stava vicino all’acqua mentre la loro era sulla costa».

 

Le avevano raccontato il perché di questa scelta e perché proprio li?

 

«Evandro mi aveva raccontato che era già andato a cercare un po’ di posti, però non aveva trovato luoghi adatti, dove poter mettere la tenda. Così era andato a fare una passeggiata lungo il fiume, perché loro, molti mesi prima, avevano vissuto con la tenda sotto a Torricella. Infatti, Evandro stava pensando di tornare proprio in quel punto. Però disse che non era sicuro di rimettersi lì perché, quando si apriva la diga, rischiava di allagarsi tutto, cosa che gli era già successa. Per questo stava cercando un posto più riparato. Diceva anche: “Non vorrei che ci segnalino e che vengano a dirci qualcosa, che non possiamo stare qua”. Alessandra nel frattempo stava a Santa Marta dove le avevano dato un alloggio. La scelta dipendeva molto anche dal fatto che erano separati. La motivazione è stata quindi duplice: da una parte per stare con Alessandra e dall’altra il fatto che non aveva dove andare».

 

Quel mercoledì in cui si sono trasferiti sotto al ponte cosa è successo?

 

«Evandro aveva ordinato tutto su Amazon, la tenda e la stufa. Quando il materiale è arrivato, alla signora che lo ospitava, ha detto che sarebbe andato via. Mercoledì sono scesi sotto nel pomeriggio, intorno alle 16. Erano felicissimi di aver montato tutto».

 

La stufetta a legna trovata nella tenda dei ragazzi morti lungo il Tronto

Cosa pensa del fatto che sono morti per il monossido di carbonio?

 

«Non mi capacito. Evandro mi disse che doveva trovare un tubo a gomito per la stufa, perché quella ne avevano uno dritto e lui temeva proprio il rischio di intossicazione. Non so come abbiano pensato di metterla dentro la tenda, forse hanno pensato che le braci non funzionavano bene e di portarla dentro. Non trovo una spiegazione logica».

 

E adesso arriva forse la parte più dura. Come li hai trovati quel sabato mattina?

 

«Sono arrivata, pensando che stessero ancora dormendo. Si vedeva solo uno spiraglio dalla tenda. Mi sono avvicinata, cercando di parlare con loro, scherzavo dicendo che erano quasi le 10 e che ancora dormivano. Li ho provati a chiamare, prendendo in giro Evandro, che diceva sempre che Alessandra dormiva tanto. Erano l’uno a fianco all’altra. Almeno sono stati vicini fino all’ultimo. Non ricevendo risposta, ho capito che era successo qualcosa».

 

l cagnolino della coppia

Cosa hai fatto dopo?

 

«Come ho guardato la tenda, ho visto pochi centimetri aperti, da dove si intravedeva solo il naso del loro cane, Pelù. Mi sono buttata subito su di lui. Alessandra ed Evandro erano a terra. Anche il cane non riusciva molto a tenersi in piedi».

 

Che cosa hai fatto quando hai visto quella scena?

 

«Mi sono messa subito a cercare il collare del cane. Ho messo il collare alla buona, ho iniziato a farlo camminare, ma faceva fatica. Allora l’ho preso in braccio, portandolo da sotto a sopra. Non è stato facile: sono all’ottavo mese di gravidanza, e lui è un cane abbastanza grande. Ho avuto paura di avere un distacco della placenta. La cosa che più mi ricordo è l’odore forte di fumo. Persino le scarpe e il cappotto che portavo quel giorno, non riesco a portarli. Ho ancora quell’immagine nella mente. Con il passare dei giorni andrà a scemare, ma soprattutto l’odore lo sento ancora».

 

L’ultimo saluto ad Evandro Maravalli: «Non avremmo mai immaginato tutto questo dolore»

Dolore e preghiere per Alejandra e per il bimbo che portava in grembo (Foto)

Tragedia sul Tronto, eseguita l’autopsia sui due giovani: monossido killer nella tenda

Tragedia sul Tronto, la città sotto shock si interroga: «Non si può morire così»

Tragedia sul Tronto, il Comune: «La donna era seguita da mesi»

Tragedia lungo il Tronto: le vittime sono la 32enne Maria Alejandra Nigrotti e il 29enne Evandro Maravalli (Video e foto)


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X