È un dolore che attraversa tutta la comunità picena quello per la morte di Matteo Brandimarti, il 12enne sambenedettese che ha perso la vita dopo il tragico incidente avvenuto il giorno di Pasqua a Pennabilli, nel Riminese.

Matteo Brandimarti e, sullo sfondo, l’ospedale di Rimini dove era ricoverato
L’Autorità giudiziaria di Rimini ha disposto la restituzione della salma alla famiglia – che avverrà alle ore 12 di domani mercoledì 15 aprile – consentendo così di fissare i funerali, che si terranno giovedì 16 aprile alle ore 15,30 nella chiesa di San Pio X di San Benedetto.
La camera ardente sarà allestita domani stesso, mercoledì alle ore 18, sempre nella chiesa di San Pio X.
Il rito funebre si terrà alla presenza anche del vescovo Gianpiero Palmieri.
Il ragazzo si trovava con i genitori in una struttura ricettiva quando, mentre era nella vasca idromassaggio, una gamba gli è rimasta incastrata in un bocchettone. Il corpo è rimasto bloccato sott’acqua, in una piscina profonda circa un metro. Quando è stato soccorso, le sue condizioni erano già disperate a causa del tempo trascorso senza ossigeno. Dopo quattro giorni di ricovero, è stato dichiarato il decesso.
L’autopsia, eseguita alla presenza anche del medico legale ascolano Claudio Cacaci – consulente dell’avvocato della famiglia Umberto Gramenzi –ha fornito i primi riscontri: le lesioni sulla gamba sinistra risultano compatibili con un incastro meccanico, dalla caviglia fino a gran parte della coscia, rafforzando l’ipotesi del risucchio accidentale che avrebbe intrappolato il ragazzo sott’acqua.
Il legale ha chiarito che sono stati eseguiti ulteriori prelievi, tra cui quello dell’encefalo, per accertamenti più approfonditi. Al momento, il quadro emerso è compatibile con una morte per annegamento, ma saranno necessari ulteriori esami nei prossimi giorni per definire con precisione tutti gli aspetti della vicenda.
Durante le esequie sarà possibile lasciare offerte destinate al reparto di Rianimazione dell’ospedale Infermi di Rimini, per ringraziare medici e operatori sanitari che hanno lottato senza sosta per salvare Matteo.
Nel dolore immenso, la famiglia ha scelto di compiere un gesto di straordinaria generosità. E proprio da questa tragedia nasce anche un segno di speranza: la donazione degli organi del ragazzo ha permesso di aiutare altri sei bambini, trasformando una perdita in una possibilità di vita per altre famiglie.
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