Jerome Sabbagh al Cotton Club, i suoni più autentici della scena newyorkese

ASCOLI - Il sassofonista e compositore, figura centrale della scena jazz americana, sarà sul palco venerdì 20 marzo. Con lui Ben Monder (chitarra), Joe Martin (contrabbasso) e Nasheet Waits (batteria)
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Il Cotton Jazz Club si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione: il concerto del Jerome Sabbagh Quartet, in programma venerdì 20 marzo alle 21, un’occasione rara per ascoltare dal vivo una formazione che rappresenta una delle voci più autorevoli e originali del jazz contemporaneo.

Jerome Sabbagh Quartet

 

Jerome Sabbagh, sassofonista e compositore nato a Parigi e trapiantato a New York dal 1995, è oggi una figura centrale della scena jazz americana. La sua musica affonda le radici nella tradizione ma guarda sempre avanti, con uno stile guidato da un profondo senso melodico e da una ricerca timbrica che ha conquistato pubblico e critica. Nel corso della sua carriera ha inciso dodici album da leader e ha collaborato con giganti come Kenny Barron, Al Foster, Ben Street e il leggendario Paul Motian, con cui ha condiviso il palco in una memorabile settimana al Village Vanguard.

 

Accanto a lui, sul palco ascolano, una formazione di assoluta eccellenza che da vent’anni dà vita a un interplay solido e in continua evoluzione. Alla chitarra ci sarà Ben Monder, considerato uno dei più innovativi chitarristi del nostro tempo, già collaboratore di Maria Schneider, Lee Konitz e David Bowie, oggi membro stabile dei The Bad Plus. Al contrabbasso troveremo Joe Martin, musicista raffinato e versatile, presenza costante al fianco di Mark Turner, Kurt Rosenwinkel e Chris Potter. Alla batteria, Nasheet Waits, una delle personalità più incisive della scena contemporanea, capace di unire la profondità della tradizione afroamericana a un linguaggio personale, esplosivo e dinamico.

 

Il concerto ascolano sarà anche l’occasione per presentare il nuovo lavoro discografico del quartetto, “Stand Up!”, album che segna il ritorno in studio della formazione e il suo primo progetto con Waits alla batteria. Pubblicato da Analog Tone Factory, l’etichetta fondata dallo stesso Sabbagh insieme a Pete Rende e dedicata alle registrazioni su nastro, il disco sta già attirando l’attenzione degli appassionati di vinile e degli audiofili per la qualità sonora e per la cura artigianale del processo produttivo.

 

La musica del Jerome Sabbagh Quartet è un viaggio che unisce lirismo, intensità e una costante apertura all’inaspettato. Ogni concerto è un dialogo vivo tra quattro personalità musicali affermate, capaci di trasformare ogni brano in una storia in divenire. Per gli appassionati di jazz, e non solo, quella del 20 marzo sarà una serata da non perdere: un’immersione in un suono autentico, vibrante, profondamente legato alla grande tradizione newyorkese ma allo stesso tempo libero, moderno, in continua esplorazione.


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