Romana Romandini e Silvia Gigli in azienda

 

di Walter Luzi

 

Nanosystems, quarant’anni di innovazione e di passione. Di crescita costante oltre ogni più rosea aspettativa ed ottimistica previsione, mantenendo sempre la persona al centro di tutto. Le piccole aziende non diventano mai grandi per caso. Come è successo alla Nanosystems di Silvia Gigli & Romana Romandini, una piccola realtà ascolana che, da zero, è arrivata a farsi conoscere e apprezzare nel mondo. Oggi conta partner commerciali in 150 Paesi. Un team di una ventina di valenti collaboratori, una piccola isola felice, che, stavolta, c’è davvero, in un mondo dove troppo spesso ci si bea, e si plaude, alla mediocrità, allo sfruttamento e alla prevaricazione.

Tutta la Nanosystems applaudita in palcoscenico al Filarmonici

 

Romana e Silvia vengono dal basso, da quella dura gavetta vissuta con lo stesso orgoglio, la stessa determinazione e lo stesso sorriso. Partendo da zero, solo con le loro forze, e la capacità, non comune, di saper allestire, con competenza, ma anche con attenzione verso le persone, un dream team vincente. Una organizzazione, cioè, perfetta, che appartiene, appunto, più al mondo dei sogni che a quello reale, contemporaneo, intriso di egoismo, ben più tetro e triste, che lo circonda. Tutti quanti, dalle due condottiere fino all’ultimo assunto, raccolgono oggi, con la grande festa per il quarantennale di attività, i feedback più sinceri e affidabili per un successo sudato e strameritato. Ne parlano amici vecchi e nuovi incontrati lungo il cammino, al cineteatro Filarmonici, un piccolo gioiello che sa anch’esso di intimità e di armonia, nel centro di Ascoli. Detta i tempi in palcoscenico Francesco Messina, un consulente, e amico, siciliano di Catania con un futuro nella conduzione. Loro due, Silvia&Romana, si raccontano per prime.

 

Da zero fino al Premio Felix

 

Romana “Romy” Romandini, cinquantotto anni, attrice di teatro nella compagnia del Teatro Cast, e Silvia Gigli, sessant’anni, che è già nonna di Alma. Hanno caratteri molto diversi, ma la diversità può diventare un valore aggiunto quando si condivide la stessa visione, e si bisticcia solo sui dettagli di secondaria importanza. Due teste, in fondo, hanno sempre pensato meglio di una soltanto. Hanno sempre amato, inoltre, circondarsi di persone, che siano essi amici o collaboratori, che gli somigliano. Dotati cioè di spessore umano superiore alla media, di affetto e rispetto che generano empatia, e che aiutano tutti, poi, ad avere una qualità della vita, professionale e privata, molto migliore.

Brindisi delle socie

 

Le loro strade si incrociano proprio alla Nanosystems, di cui sono, entrambe, inizialmente, dipendenti. Una società fondata ad Ascoli nel febbraio 1986, specializzata in IT, Information Technology, system integration e sviluppo software. Non ci sono ancora Internet, gli smartphone e i cloud, ma l’informatica sta iniziando a entrare anche nelle aziende e nelle organizzazioni più piccole.

 

Romana viene assunta nel 1988, Silvia l’anno dopo. Legano subito. E continuano ancora oggi a condividere, quando possono, viaggi e vacanze. Affiancano i clienti nella gestione di questo passaggio epocale, offrendo assistenza tecnica, consulenza e soluzioni. Da allora la tecnologia non si fermerà più, e loro scelgono di crescere insieme a lei. Nell’agosto del 1997 entrano nella compagine sociale. Con quel pizzico di sana incoscienza, tipicamente giovanile, che spinge ad affrontare con entusiasmo ogni grande avventura, ma anche con la consapevolezza fiera delle proprie capacità. Dopo il 2000 l’attività principale dell’azienda si orienta verso lo sviluppo di soluzioni software per team IT e Managed Service Provider (MSP).

Silvia & Romana con foto amarcord

 

Nel 2006 nasce Uranium, il software di backup scelto da migliaia di utenti in tutto il mondo per la protezione e il trasferimento dei dati su supporti di sicurezza. Nel 2009 lanciano sul mercato, fra gli altri prodotti, Titanium, un software per la gestione completa dei fax. Silvia&Romana si confermano per quello che, in fondo, sono sempre state: due fenomeni. Nel febbraio 2012 assumono direttamente l’Amministrazione della Nanosystems. Che l’anno successivo sforna, grazie a loro e al valido team che si stanno costruendo intorno, Supremo. Il primo software 100% Made in Italy, scaricabile dal web, per il controllo remoto di pc e server tramite la condivisione del desktop. Il 19 maggio 2015 Silvia Gigli e Romana Romandini rilevano la totalità delle quote societarie e diventano le uniche proprietarie della Nanosystems Srl. Fra errori e successi non hanno mai mollato, e, anche se non sono state sempre rose e fiori, alla fine restano al comando solo loro. Due donne. Le più toste.

 

Capaci di unire alle competenze tecniche, una visione strategica e l’attenzione alle persone, dando vita a una struttura operativa organizzata per aree funzionali e orientata all’innovazione. Caratteristiche che sono valse alla Nanosystems, per ben due anni, finora, anche l’Industria Felix Award. Un riconoscimento che non richiede la candidatura, assegnato sulla base dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance), legati cioè alla sostenibilità, all’etica, e all’aderenza trasparente agli standard GRI (Global Report Initiative) sugli impatti economici, ambientali e sociali.

 

Il livello raggiunto dalla Nanosystems è ormai di portata mondiale, con versioni dei prodotti che si fanno sempre più mirate, pratiche e performanti anche sotto il profilo grafico. Nel 2018 annovera fra i suoi clienti anche il colosso dell’e-commerce Amazon, che adotta i suoi servizi di cloud computing. I fatturati si impennano sotto la pandemia da Covid. + 77% rispetto al 2019 verso Paesi dell’Unione Europea, + 101% verso Paesi extra U.E. + 111% in Italia. La vertiginosa parabola ascendente del brand ascolano è stata accompagnata, passo passo, anche dalla straordinaria e inusuale crescita di una pianta.

Il tronchetto della felicità porta fortuna

 

Una Dracaena fragrans, nota più comunemente con il nome di Tronchetto della felicità. Silvia & Romana hanno continuato ad accudirla con amore, e a non separarsene mai, portandola sempre con loro nei vari trasferimenti degli uffici susseguitisi negli anni, fino alla nuova sede, dal 2014, di via del Commercio. Anche lei, come la Nanosystems, è riuscita ad adattarsi ad ogni nuovo ambiente, ad ogni cambiamento, continuando a crescere a dismisura, e mantenendosi rigogliosa come mai nessun’altra altrove. Una sorta di amuleto green, vivo, bello, tenace e invincibile come loro, che ha portato sempre fortuna.

 

Famiglia prima che squadra

 

Romana ricorda ancora il primo software che ha sviluppato per conto della locale Cassa di Risparmio, mirato alla gestione delle disposizioni permanenti, i Rid di oggi, e degli assegni circolari.

Romana Romandini

 

Un programma che riscosse, all’epoca, molto successo anche fra i dipendenti più anziani, inizialmente diffidenti delle moderne diavolerie tecnologiche. La mission per gli sviluppatori della Nanosystems è rimasta la stessa di allora. Semplificare, migliorare la vita ai clienti facilitando le procedure. Mettendo a punto, e via via, ottimizzando software alla portata di tutti, efficienti, affidabili, veloci, sicuri anche. Una evoluzione, che anche in termini di comunicazione, di identità visiva dell’azienda, di pari passo ha conosciuto modernizzazione, maggiore efficacia, verso una sobrietà minimalista senza orpelli. Sul logo aziendale il puntino arancione, simbolo della persona, è al centro di un cerchio azzurro, che rappresenta una squadra che accoglie, supporta e accompagna attraverso la tecnologia.

Silvia Gigli

 

 

Sul palco del Filarmonici si alternano i dipendenti, meglio i collaboratori, di quella squadra, che lavorano, solitamente, non seguendo direttive piovute dall’alto, ma mettendoci del proprio, in talento, inventiva, intuizioni e autonomia. Parlano dei tanti programmi che hanno sviluppato, divenuti i fiori all’occhiello per l’azienda, ma anche per loro. Tutti loro. Che in Nanosystems non hanno trovato solo un buon posto di lavoro, ma fiducia. Non solo un bello stipendio a fine mese, ma anche il riconoscimento delle proprie qualità. Del valore, alto, nobile, e qui prioritario, di una reciproca gratificazione, che va oltre quello della mera professionalità, per trascendere in quella, ben più profonda, dell’Umanità. Una responsabilizzazione, una libertà di azione e iniziativa, mai negate dalla proprietà, che significano crescita per tutti, e ripagate con una disponibilità totale dell’azienda verso le loro esigenze.

 

Racconti emozionati di un passato che non è stato vissuto solo guardando a volumi ed utili, ma anche, negli occhi, ai propri dipendenti. Per intuirne le difficoltà, le necessità, come per sondarne le potenzialità. Un ufficio, una postazione di lavoro, alla Nanosystems, vissuti quotidianamente come una comfort-zone, un luogo di incontro e confronto senza stress, ideale a favorire creatività, aggregazione e affiatamento, a coltivare motivazione all’interno di un team vincente, che è famiglia prima che squadra. Fatta di giovani, ragazzi e ragazze, che amano trovarsi e ritrovarsi con piacere, spesso, anche fuori dall’ufficio e dall’orario di lavoro. Clima ideale, questo, ma rarissimo.

 

Il testo continua dopo le immagini 

I collaboratori

La persona al centro di tutto   

 

«La Nanosystems è un’azienda fighissima», la definisce uno dei tanti partner sceso per l’occasione dal nord Italia. Un formidabile concentrato di efficienza e cordialità. Per la festa del quarantennale sono arrivati fornitori, distributori e clienti da mezza Europa. Uno direttamente dal Messico. In tanti si incontrano di persona per la prima volta, dopo tante video call in inglese. Voci divenute familiari negli auricolari, volti visti solo nelle ristrette inquadrature delle cam dei pc, di cui si possono finalmente constatarne, live, la statura, e la stazza. La stima, l’energia, invece, quelle li accomunano da sempre. Fin dal primo contatto telefonico, dalle prime intese, incoraggianti avvisaglie della perfetta sintonia che verrà. Fra persone che sentono a pelle la comune visione del mondo, e sanno privilegiare, ancora, il rapporto umano, rispetto a quello meramente commerciale. Sullo schermo del palcoscenico del Filarmonici scorrono, per loro, i sottotitoli con la traduzione simultanea in inglese di quanto viene detto dai numerosi testimonial che si alternano in ribalta.

 

Gli interventi sul palco del Filarmonici

 

Distributori, clienti, fornitori, tutti, prima di tutto, amici sinceri. Qui non conta solo il business, conta, prima, il cuore. Voci che si rompono anche, a volte, dalla commozione. Dalla gioia di esserci. Tutti quanti. Di fare parte, a vario titolo, di questo minuscolo e rarissimo pianeta perfetto chiamato Nanosytems. L’assessore comunale al Bilancio Annagrazia Di Nicola, porta il saluto del Sindaco Fioravanti e dell’Arengo. Il dibattito sfiora temi caldi, attuali. Come la discriminazione di genere, nel loro caso, mai neppure lontanamente avvertita. Succede solo quando al comando arrivano, indiscutibilmente, le migliori. La meritocrazia, poi, abita qui. Davvero. Non come nei vuoti ed ipocriti proclami della propaganda di certa bassissima politica. E non è finita. Il desiderio di restituire una parte della sua fortuna al territorio, ha spinto la Nanosystems a sostenere diverse iniziative e progetti di solidarietà, così come associazioni benemerite di volontariato.

 

«Guardando al nostro percorso – dicono Silvia Gigli e Romana Romandini – abbiamo compreso quanto il valore di un’azienda non si misuri solo nei risultati raggiunti, ma anche nell’impatto positivo che riesce a generare. Una convinzione racchiusa nel nostro motto, “la persona al centro di tutto quello che realizziamo”. Per questo sosteniamo iniziative dedicate ai giovani, al territorio e al benessere delle persone, soprattutto le più fragili, con l’impegno di continuare a farlo anche in futuro».

 

La festa del quarantennale Nanosystems prosegue poi sotto le stelle, al chiostro del polo culturale Sant’Agostino.

 

La festa

 

Con la voce stentorea del producers Luca Sestili a dare ritmo, il concerto delle Diviniles, band tutta al femminile, e l’applaudito show dell’imitatore e caratterista spesso ammirato in tv, Antonio Mezzancella. Djset, balli e fuochi. Brindisi a go go, e l’immancabile torta di compleanno a cifra tonda. 40. Ma la storia della Nanosystems di Silvia&Romana non finisce certo qui.

 

Il live delle Diviniles

Il team al completo

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA