L’assessora comunale Bosano, il sindaco  Massa e Maurizio Senigagliesi

 

di Maria Grazia Lappa

L’incontro tra fede e motori: il passo dei Cappuccini e il battito della Fiat 500, un filo nato il 4 luglio.

Ci sono date che il tempo sembra custodire con cura, come se volesse intrecciare destini lontani e consegnarli alla memoria. Il 4 luglio, appunto, è una di queste: una stessa giornata, separata da secoli, ha visto nascere due storie apparentemente distanti ma accomunate da un’anima popolare. Da una parte il cammino dei Frati Cappuccini, nato nel cuore della spiritualità francescana; dall’altra la Fiat 500, la piccola automobile che ha attraversato generazioni, strade e sogni degli italiani.

 

Da questa singolare coincidenza nasce “500 anni in Cinquecento”, l’evento che l’11 e il 12 luglio porterà a Offida decine di equipaggi provenienti da tutta Italia, trasformando le vie della città in un luogo d’incontro tra il silenzio della fede e il suono familiare del motore bicilindrico più amato del Paese.

 

Un viaggio nel viaggio, dove il passo lento dei frati incontra il movimento allegro delle Cinquecento, entrambe simboli di una storia semplice e profonda: quella delle persone, delle comunità e dei territori che custodiscono la propria identità.

 

L’appuntamento rappresenta la terza tappa di un progetto itinerante che ha già attraversato Loreto e Fermo e che negli anni continuerà il proprio cammino toccando altre località marchigiane, con una tappa prevista a Pesaro, fino al gran finale del 2028 a Camerino, nel convento di Renacavata, luogo dove cinquecento anni fa germogliò la storia dell’Ordine dei Cappuccini.

 

Un percorso costruito come un pellegrinaggio della memoria, una provincia alla volta, per riscoprire i luoghi nei quali i frati hanno lasciato tracce di presenza, solidarietà e vicinanza alle comunità.

 

Offida non è una scelta casuale. La città conserva un legame profondo con il Beato Bernardo da Offida, cappuccino amatissimo dalla popolazione, la cui figura continua ancora oggi a parlare al cuore dei cittadini.

«Un ringraziamento va a Maurizio Senigagliesi, che ha reso possibile tutto questo», ha sottolineato l’assessora comunale di Offida Isabella Bosano, ricordando il ruolo fondamentale del presidente del Club Fiat 500 di Ascoli Piceno nella nascita del progetto.

 

A raccontare l’origine dell’iniziativa è lo stesso Senigagliesi, anima di un sodalizio che definisce «il più grande club al mondo». La comunità della Fiat 500 conta 200 fiduciari soltanto in Italia e promuove ogni anno circa 200 appuntamenti, trasformando ogni incontro in una festa di memoria e condivisione.

 

Il club è nato nel 1984, ma il legame più suggestivo con la storia dei Cappuccini affonda le radici nel 4 luglio 1957, quando venne presentata la Fiat 500, destinata a diventare uno dei simboli del Paese.

 

Una piccola vettura destinata a entrare nell’immaginario collettivo, proprio come i Cappuccini, nati da una scelta di semplicità e vicinanza alla gente.

 

IL PROGRAMMA

Il cuore della manifestazione batterà tra sabato 11 e domenica 12 luglio.

Sabato pomeriggio, alle ore 15, Piazza del Popolo accoglierà i primi 30 equipaggi. Sarà l’inizio di un incontro fatto di racconti, visite e scoperta dei luoghi più suggestivi della città, fino alla cena ospitata dall’Enoteca regionale.

Domenica il corteo delle Fiat 500 crescerà ulteriormente: sono attesi altri 62 equipaggi, per un totale di oltre 90 vetture provenienti da ogni parte d’Italia. Un piccolo esercito colorato che attraverserà la città portando con sé il fascino di un’epoca e il calore di una passione condivisa.

 

A tutti i partecipanti sarà consegnata una welcome bag dal Comune. La giornata si aprirà con la conferenza “500 anni in Cinquecento” e con una degustazione. Alle 10.30 spazio alla visita della città, alla celebrazione della messa e alla benedizione degli equipaggi: un momento simbolico in cui due tradizioni popolari, quella religiosa e quella motoristica, si incontreranno sotto lo stesso cielo.

 

Prima del rientro, previsto intorno alle 13, gli ospiti potranno scoprire monumenti e bellezze del borgo.

«Il weekend sarà anche un’occasione per far conoscere agli equipaggi provenienti da tutta Italia le eccellenze del territorio – ha commentato Bosano – dal merletto a tombolo, autentico gioiello dell’artigianato locale, alle altre ricchezze che raccontano l’identità della città».

 

Per l’occasione saranno previste agevolazioni per la visita dei monumenti e l’amministrazione comunale offrirà agli equipaggi vino locale, funghetti tipici e una guida turistica, piccoli segni di accoglienza capaci di raccontare il sapore di una terra.

 

Il cammino non si fermerà qui. La strada proseguirà fino a Camerino, al convento di Renacavata, dove è stata avviata una raccolta firme per sostenere la riqualificazione della struttura.

 

«Invito tutti a votare per il convento nell’ambito dei “Luoghi del Cuore” del Fai – ha dichiarato Bosano – per sostenere un turismo lento ed esperienziale legato al cammino dei Frati Cappuccini, un patrimonio prezioso per la nostra comunità».

Il sindaco di Offida, Luigi Massa, ha ricordato come la città sia «uno dei punti che tessono il percorso dei Frati Cappuccini», un luogo dove storia, arte e modernità riescono a convivere.

«La Cinquecento – ha sottolineato – è stata un esempio di avanguardia motoristica e allo stesso tempo un mezzo popolare, capace di entrare nelle case e nei ricordi delle persone. Così anche i Cappuccini sono parte delle comunità, presenze che entrano nell’animo della gente».

 

A chiudere il racconto è la voce di frate Sergio Lorenzini: «I Cappuccini sono oggi un ordine internazionale, ma le loro origini risalgono a 500 anni fa proprio nel nostro territorio, con una presenza diffusa nelle Marche. Questo calendario di eventi vuole riportare alla consapevolezza delle persone una storia ancora non pienamente conosciuta: una storia popolare, proprio come quella della Fiat 500, capace di unire le persone attraverso la semplicità e la condivisione».

 

Per un fine settimana, il rombo di un piccolo motore e il passo silenzioso della fede seguiranno la stessa strada: quella della memoria, delle radici e delle storie che continuano a viaggiare.

 

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