L’incendio che mercoledì ha interessato lo stabilimento Adriatica Bitumi di Colli del Tronto riaccende l’attenzione sulla sicurezza dell’impianto. A intervenire è il circolo di Legambiente Ascoli, che esprime «profonda preoccupazione» per quanto accaduto e chiede accertamenti approfonditi, trasparenza sugli esiti delle verifiche e maggiori garanzie per lavoratori e cittadini.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme si sarebbero sviluppate nel motore posizionato sulla sommità di un silos. Il sistema antincendio interno avrebbe consentito di circoscrivere rapidamente il rogo, evitando conseguenze più gravi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i tecnici dell’Arpam, chiamati a effettuare i rilievi necessari e a verificare eventuali ripercussioni sulla qualità dell’aria.

Un incendio all’Adriatica Bitumi

L’associazione ambientalista invita comunque ad attendere gli esiti ufficiali delle indagini prima di trarre conclusioni, ma evidenzia come l’episodio arrivi a meno di un anno dal precedente incendio verificatosi il 9 agosto 2025. Una circostanza che, secondo Legambiente, rende indispensabile un controllo rigoroso dell’efficienza degli impianti, dei sistemi antincendio e delle procedure di emergenza, anche in considerazione della vicinanza dello stabilimento ad abitazioni, attività commerciali e altre aziende.

«La tutela della salute dei lavoratori, dei residenti e di quanti operano nelle imprese limitrofe deve rappresentare una priorità assoluta», sottolinea la presidente del circolo ascolano, Olga Silvestri. Per Legambiente sicurezza, tutela ambientale e salvaguardia dei posti di lavoro «non sono obiettivi in contrasto, ma elementi che devono procedere insieme all’interno di un modello di sviluppo fondato sulla prevenzione, sulla trasparenza e sul rispetto delle regole».

Tra le richieste avanzate dall’associazione figurano la pubblicazione tempestiva dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpam, la ricostruzione dettagliata della dinamica dell’incendio e la verifica dei registri di manutenzione, dello stato degli impianti, dei dispositivi antincendio e dei piani di emergenza, con l’adozione di eventuali misure correttive qualora dovessero emergere criticità.

Legambiente propone infine l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, organi di controllo, azienda, organizzazioni sindacali e cittadini, affinché le decisioni future possano essere assunte sulla base di dati scientifici e nell’interesse della collettività.

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