Andrea Brocanelli

Non ce l’ha fatta Andrea Brocanelli, il centauro coinvolto in un grave incidente stradale nei pressi di Apecchio, Pesaro Urbino, residente nell’Anconetano.
Il 56enne, ricoverato a Torrette da due giorni, non si era più ripreso. La famiglia, con un grande gesto di altruismo, ha deciso di donare i suoi organi.

L’incidente è avvenuto martedì mattina lungo la strada provinciale 257 detta anche Apecchiese, in località Molino Mancino.


Come spesso faceva, era andato a fare un giro in moto con gli amici e sarebbe rientrato in serata. Improvvisamente, però, ha perso il controllo della moto. Le sue condizioni sono apparse subito disperate.

Andrea Brocanelli era originario di Pongelli di Ostra Vetere e si era trasferito a Serra de’ Conti dopo essersi sposato.

Lascia la moglie e una figlia. Molto conosciuto nella vallata Misa Nevola. Era il titolare della Brocanelli Autotrasporti di Brocanelli Andrea & C. con sede a Ostra Vetere.

 

Non appena appresa la notizia, gli amici gli hanno dedicato una toccante lettera piena d’affetto, testimonianza di quanto Andrea sapesse dare agli altri e farsi amare da tutti.

«Caro Andrea, È strano scriverti una lettera sapendo che non potrai leggerla, o che magari lo farai da un posto che noi qui non possiamo ancora capire. Da quel maledetto giorno dell’incidente, il tempo sembra essersi fermato, eppure il mondo fuori continua a girare, del tutto indifferente al vuoto enorme che hai lasciato.
Ci manca tutto di te. Ci mancano la tue risate, il tuo modo di sdrammatizzare anche le giornate più storte, quella tua capacità di esserci sempre, senza bisogno di troppe parole. Bastava uno sguardo per capirsi. Ricordiamo ancora i tanti momenti vissuti insieme dall’ infanzia ad oggi e oggi quei ricordi sono diventati il nostro tesoro più prezioso, ma anche quello che fa più male.
La rabbia per come te ne sei andato è tanta, è ingiusta, è devastante. La strada ti ha portato via in un secondo, senza darci il tempo di dirci un ultimo ciao, di darci un ultimo abbraccio. Ma non vogliamo che la tua vita sia ricordata solo per quel tragico istante. Vogliamo ricordarti per la luce che avevi dentro, per l’energia che portavi in ogni stanza e per tutto l’affetto che ci hai donato.
Promettiamo di custodire la tua memoria, di parlare ancora di te, di ridere ricordando le tue battute. Finché saremo qui, una parte di te continuerà a vivere attraverso di noi e attraverso tutti quelli che ti hanno voluto bene davvero.
Fai buon viaggio, caro amico. Ci manchi da morire, ma sappiamo che da qualche parte stai già facendo sorridere qualcuno.
Un abbraccio fortissimo,
Gli amici di Pongelli». 

 

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