«Amate la scuola e lo studio senza pensare al voto. Quello che sarete non dipende dalle nozioni acquisite, ma dal modo in cui le avrete apprese. Metteteci passione». È questo l’invito che l’ormai ex preside Arturo Verna vuole rivolgere agli studenti che tra pochi giorni inizieranno un nuovo anno scolastico al Liceo “Stabili-Trebbiani” di Ascoli. Dopo undici anni alla guida dell’istituto, Verna lascia l’incarico. A raccogliere il testimone è stata designata Simona Flammini.

l preside Arturo Verna
Quella di Verna, come racconta lui stesso, è stata una «bellissima esperienza», anche per un motivo molto personale: «Esco come studente da quella scuola – spiega riferendosi al Liceo Classico, poi accorpato al Liceo Stabili-Trebbiani, – poi da preside, io come tutti quelli che ne sono usciti negli anni, ho sentito quella linea di continuità».
Nel tracciare un bilancio degli undici anni alla guida dell’istituto, Verna individua nella qualità dell’insegnamento uno degli obiettivi ai quali ha dedicato maggiore attenzione. «Ho cercato di migliorare sempre la qualità dell’insegnamento, per me una cosa fondamentale. Volere che quella scuola sia davvero un luogo di formazione critica e personale per gli studenti mi ha portato, a volte, a utilizzare maniere brusche con gli insegnanti. Ma l’ho fatto perché amo in maniera viscerale quella scuola».
E proprio con il distacco che oggi gli consente il ruolo di ex dirigente, Verna si concede anche una considerazione sull’organizzazione scolastica: «Adesso posso dire una cosa che da preside non potevo: la disorganizzazione non è incompatibile con l’alta qualità di una scuola. Certo, l’organizzazione aiuta a lavorare con un clima più sereno. Ma quello che fa la differenza è, appunto, la qualità dell’insegnamento».
Tra i momenti più difficili della sua presidenza c’è inevitabilmente il periodo della pandemia. «Il Covid è stato un momento difficile, con decisioni prese dall’Ufficio scolastico regionale nel giro di poche ore: organizzare tutto, scuola aperta, scuola chiusa, poi la didattica a distanza. E poi la consapevolezza che i ragazzi avevano perso molto in quel periodo, sia dal punto di vista sociale sia della formazione scolastica, e capire come far recuperare».
Non mancano, però, i ricordi più belli. Tra questi ci sono le Notti nazionali del Liceo Classico, occasioni nelle quali gli studenti hanno potuto esprimere creatività, competenze e capacità. «Forme d’arte e cultura messe in atto dai ragazzi, momenti di formazione e crescita vere».
E poi i viaggi di istruzione, alcuni dei quali hanno visto la partecipazione di Verna: «Sono stati concreti momenti di insegnamento, anche se in un clima più rilassato».
Ora, con la conclusione dell’esperienza da dirigente, si apre una fase nuova. «Ho diversi progetti in testa, ma non so ancora cosa farò. Intanto mi riposo», racconta parlando del futuro Verna che è anche presidente dell’Istituto Superiore di Studi Medievali “Cecco d’Ascoli” di Ascoli.
Una cosa, però, la esclude: «Dopo 38 anni, prima come docente poi come preside, penso di aver dato abbastanza al mondo della scuola, tanto da dovermene ora distaccare».
E c’è anche un’altra strada che non intende più percorrere: la politica. Una scelta che affonda le radici nella sua esperienza amministrativa: «Per 5 anni sono stato vicesindaco di Colli del Tronto. E amministrare è bello. Fare politica ritengo invece che gratifichi solo se stessi».
Verna spiega così il suo pensiero: «Non riesco a digerire il fatto che bisogna cedere alle decisioni più “condivise”, quindi utili a ottenere il consenso, a scapito delle idee e dei progetti considerati “il meglio” per i cittadini. Ecco, questo aspetto lo definisco la morte della politica, nella quale non mi cimenterò più».
Il suo ultimo messaggio, però, resta rivolto ai ragazzi che si apprestano a tornare tra i banchi. Un invito a non trasformare la scuola in una semplice corsa al risultato, ma a viverla come un percorso di crescita: amare lo studio, cercare di capire, costruire un proprio modo di pensare. E, soprattutto, metterci passione.














