
Foto Us Samb
I numeri parlano chiaro, forse più del risultato: possesso palla 76,6% per lo Spezia, dominio nei tiri: 18 a 3 il totale, 7 a 2 in porta. Samb costretta a inseguire e a commettere falli: 19 a 5 (va detto che la direzione arbitrale non ne ha ravvisato neanche uno ai danni di Sgarbi nei tanti corpo a corpo, certo), 12 angoli a 1, 3 ammoniti a zero con l’espulsione finale di mister Boscaglia. Ecco spiegato come l’1-2 della Samb contro lo Spezia sia un risultato addirittura bugiardo per quanto visto in campo, nel catino bollente del Riviera (assurdo giocare alle 15 con 35 gradi e poi interrompere la partita con il cooling break per preservare la salute dei calciatori).
Fin dalle prime battute la supremazia del palleggio spezzino è stata evidente, con un gol annullato a Mazzocchi per fuorigioco dopo 4 minuti e un’altra occasione dello stesso attaccante con palla tirata alta dal limite. Qualcosa nella Samb evidentemente non ha funzionato ed è ovviamente il reparto centrale ad essere andato in affanno: Machin non ha ancora il passo necessario, Plicco è encomiabile in fase di costruzione (suo l’assist perfetto per Sgarbi) ma ha sofferto una partita tutta da rincorsa, Candellori è naufragato con i compagni. Così se nella prima mezz’ora, fino al bel gol di Sgarbi, la Samb aveva sofferto ma senza affondare, soprattutto per la posizione di Cardinali, un 2006 che ha individuato il fazzoletto di campo tra Marranzino, Plicco e Pezzola e fatto tramutare il 3-5-2 in 5-3-2 (poi, dopo il gol, 5-4-1 con Faggioli prima e Perrotta poi ad aiutare Marranzino trasformato in terzino), dopo il vantaggio è stata notte fonda.
Facile, col senno di poi, valutare il passo lento di Machin, le difficoltà di Plicco di fronte al palleggio di uno Spezia che è di gran lunga la prima squadra per valore della rosa, anche se effettivamente molto giovane e dunque una incognita alla lunga per la vittoria finale. Ma certo è che, in vantaggio grazie all’ottimo Sgarbi, poi sfinito nella ripresa, le mosse successive sono state tutte segnate dall’affanno. Boscaglia aveva scelto Kosjer per Camigliano, a causa di una indisposizione dell’ex Potenza, ma Kosjer, che pure si era ben disimpegnato, ha alzato bandiera bianca dopo 5 minuti dall’intervallo: ecco il cambio che con più logica poteva essere effettuato tra primo e secondo tempo per evitare di perdere una finestra, viene sprecato al 50′.
Machin invece, ammonito e in difficoltà nel ruolo chiave, resta in campo: Boscaglia spiegherà che in tanti gli hanno chiesto di uscire, Faggioli e Sgarbi esausti, Marranzino per tornare al 3-5-2 con Magnaghi e Stabile nel finale (si era sull’1-1, effettivamente con Stabile e Perrotta qualche puntata offensiva in più è tornata, con l’ex Arezzo che ha reclamato un calcio di rigore (la revisione Fvs non aiutava a capire granché del contatto avvenuto). Ma complessivamente è stato l’assetto in campo ad aver mostrato i propri limiti: non è tempo di processi perché fino all’espulsione di Zini a Sassari la Samb aveva mostrato di saper tenere bene, ma il passo indietro mostrato al cospetto di una delle favorite per la vittoria finale deve far riflettere. Certo, la trasferta in Sardegna e poi ad Altamura e giocare con il gran caldo possono incidere così come lo stato di forma approssimativo (ancora) di Machin, Tunjov e Magnaghi, fatto sta che un punto in tre partite e l’ultimo posto in classifica condiviso con Vis Pesaro e Pianese fanno vedere le streghe di un anno fa, quando però la rosa dei rossoblù, dopo una buona partenza, era formata quasi tutta da esordienti in Serie C.
Se il migliore fra tutti è senza dubbio il portiere Krapikas, e se i numeri sono quelli mostrati, a Pineto, sabato prossimo, occorrerà sicuramente voltare pagina, nella prestazione e nel risultato. Boscaglia ha una settimana di tempo per ritrovare i barlumi di Samb mostrati nelle prime uscite dell’anno, le temperature scenderanno e non ci saranno scusanti. Poi mercoledì infrasettimanale contro l’Atalanta Under 23. Non è tempo di processi ma a San Benedetto la temperatura è sempre alta. Non solo quella meteorologica.
TABELLINO
SAMB: Krapikas; Pezzola, Gigli, Kosjer (50′ Camigliano); Marranzino (65′ Magnaghi), Plicco (50′ Tunjov), Machin, Candellori, Piccoli; Faggioli (58′ Perrotta), Sgarbi (65′ Stabile). A disposizione: Cultraro, Barraco, Chelli, Tunjov, Stabile, Carinelli, Perrotta, De Angelis, Camigliano, Touré, Buljan, Magnaghi. Allenatore Roberto Boscaglia,
SPEZIA: Micai, Sganzerla, Florenzi (21′ Limonelli), Mazzocchi (78′ Zilli), Cardinali, Sapola, Capomaggio, Oyono (78′ Durmush), Bright, Capolupo (89′ Giorgeschi), Cazzadori (78′ Spedalieri). A disposizione: Altemura, Doretti, Gomez Marquez, Di Serio, Jimenez, Bastoni, Limonelli, Zilli, Benvenuto, Spedalieri, Giorgeschi, Cassano, Durmush. Allenatore Marco Turati.
NOTE: un minuto di silenzio in ricordo di Gigi Bollettini, morto mentre seguiva la Samb Sassari. Festeggiato capitan Candellori per le sue 100 presenze in maglia rossoblù.
MARCATORI: 33′ Sgarbi, 51′ Bright, 70′ autorete Gigli.
AMMONITI: 37′ Machin, 87′ Piccoli, 89′ Tunjov.
ESPULSI: 88′ Boscaglia.
ANGOLI: (2-5).
RECUPERI 3+5.
Spettatori: 5.497 effettivi (261 tifosi dello Spezia).
































