Occhiali da sole, bracciali, cavigliere, collanine, bandane, cappelli, ombrelloni e persino pappagalli gonfiabili. È variegata la merce finita sotto sequestro durante due interventi della polizia locale effettuati sul litorale lo scorso luglio. Oggi, il Comune ha pubblicato i report ufficiali di tali operazioni. In entrambi i casi, alla vista degli agenti, i venditori hanno preferito darsi alla fuga, lasciando sulla spiaggia il materiale destinato alla vendita.
Il primo intervento risale alla mattina del 4 luglio, intorno alle 10.13, nei pressi dello stabilimento balneare numero 82.
Gli agenti hanno recuperato tre pappagalli giocattolo e gonfiabili, due ombrelloni, cinque ventagli, tre mollette, dieci bandane, sette cappelli, due marsupi e due borselli di varia grandezza utilizzati per il trasporto degli articoli. Una dotazione composta da prodotti tipicamente destinati alla vendita direttamente sotto gli ombrelloni.
Secondo sequestro pochi giorni dopo. La mattina del 12 luglio, alle 11, il controllo è scattato all’altezza dello stabilimento balneare numero 88.
Questa volta il carico era composto prevalentemente da accessori e bigiotteria: 14 paia di occhiali da sole, diversi bracciali in stoffa e braccialetti “portafortuna” brasiliani, quattro confezioni di bigiotteria colorata, 12 cavigliere da donna e 11 unisex, quattro collanine, dieci bracciali da donna e un espositore porta-bigiotteria in metallo.
Tutta la merce recuperata, risultata complessivamente in buono stato, è stata trasferita nei locali del Comando di polizia locale e depositata a disposizione degli adempimenti previsti dalla legge.
I due episodi rappresentano però soltanto la fotografia di una realtà più ampia. L’abusivismo commerciale sul litorale è un fenomeno vasto e complesso, che durante la stagione balneare tende a riproporsi con continuità e modalità pressoché analoghe.
Il tema, dunque, non è soltanto quello dei sequestri, pur numerosi e importanti sul piano del contrasto immediato. La dimensione del fenomeno impone una strategia più ampia, strutturata e continuativa, capace di affiancare ai controlli sul litorale un’attività di prevenzione e di contrasto coordinata.
Perché la merce abbandonata sulla sabbia racconta sì l’efficacia dell’intervento degli agenti, ma anche quanto sia difficile affrontare un fenomeno che, per natura e dimensioni, non può essere risolto soltanto inseguendo i venditori da uno stabilimento all’altro.
Spiagge trasformate in bazar, l’abusivismo non va in vacanza















