Fabio Urbinati, Iacopo Zappasodi, Margherita Sorge

Terremoto politico all’interno del Partito democratico per quanto riguarda la composizione delle commissioni consiliari. Lo scontro si è consumato in merito all’Urbanistica, con i consiglieri comunali Fabio Urbinati e Margherita Sorge che hanno di fatto sfiduciato il capogruppo Iacopo Zappasodi, protocollando un documento ufficiale. Il tutto è stato poi comunicato in una conferenza stampa con i soli Urbinati e Sorge: insomma, le tensioni che avevano accompagnato la fase pre-elettorale nel Pd, la difficile ricongiunzione e poi le divergenze emerse già dopo il voto, a partire dalla valutazione del risultato, sono ora deflagrate.

La spaccatura si è manifestata al momento di decidere i nomi per l’Urbanistica e il gruppo del Pd aveva inizialmente indicato Urbinati e Aurora Bottiglieri, ponendo proprio Urbinati in prima linea per assumere la presidenza della commissione, solitamente assegnata a un consigliere comunale di opposizione. Tuttavia, durante la conferenza dei capigruppo, è l’accusa di Sorge e Urbinati, «il capogruppo Zappasodi ha ritirato il nome di Urbinati inserendo al suo posto il proprio». Secondo quanto riferiscono, Zappasodi avrebbe giustificato la scelta con il fatto che Urbinati avesse trovato un accordo con il centrodestra, fatto però smentito dal diretto interessato.

Urbinati e Sorge hanno espresso forte contrarietà per questo «cambio di rotta improvviso e non concordato», denunciando inadeguatezza e mancanza di trasparenza nella gestione e nella classe dirigente del partito locale. I due consiglieri hanno sottolineato come «non ci sia stata alcuna trattativa con il centrodestra né accordi sottobanco».

Nel frattempo, il presidente del consiglio comunale Pasqualino Piunti prenderà atto della modifica presentata dal capogruppo Zappasodi, mentre la spaccatura interna al Pd appare sempre più netta e profonda. Anche perché si va ad inserire a quella già registrata in maniera clamorosa a livello provinciale: la scorsa settimana, proprio a San Benedetto, si è tenuta la Festa Democratica con elezione del segretario provinciale Francesco Ameli (confermato) e del grottammarese Stefano Novelli alla presidenza. Ma la minoranza non ha partecipato al voto, nonostante Ameli abbia quasi il 78% dei voti, e nei giorni successivi alla segretaria nazionale Elly Schlein è stata inviata una lettera di critica per la situazione del Piceno a firma, tra gli altri, di Agostini, Loggi, Massa, Piergallini e altri.

Se nel Pd il Piceno non ride nonostante la disponibilità di Ameli per una vicesegreteria da affidare alla minoranza, a San Benedetto, dove si era tentato, in vista del voto amministrativo, di ricongiungere le due anime da anni in lotta, ora la situazione è tale che si rischia la spaccatura in Consiglio a soli tre mesi dal voto. Buona fortuna.

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