Sindaci in prima linea contro la nuova discarica

 

“No alla discarica”: è questo l’appello di sindaci, amministratori del territorio, comitati, associazioni e cittadini contrari alla realizzazione di una nuova discarica per rifiuti speciali pericolosi che sorgerà nell’Alta Valle del Bretta. Cresce così la mobilitazione intorno al progetto “Belvedere” dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi da parte dei gruppi di opposizione del Consiglio Comunale di Ascoli nei giorni scorsi.

 

Questa sera, mercoledì9 settembre, neanche la pioggia ha fermato la protesta in Piazza Simonetti, sotto la sede della Provincia: circa un centinaio di persone si sono riunite in un sit-in di protesta pacifica : “No alla discarica”, “No rifiuti pericolosi e nocivi”, ” Chi tutela la salute?” sono solo alcuni degli striscioni esposti dai manifestanti, che tra fischi e cori , hanno ribadito la loro contrarietà alla nuova discarica.

 

Alla manifestazione erano presenti, tra gli altri, il segretario provinciale del Pd, Francesco Ameli, i consiglieri comunali di opposizione del Comune di Ascoli (Traini, Cappelli, Dominici, Luzi e Marcucci), i sindaci Fabio Polini (Castignano), Luca Morganti (Colli del Tronto), Giovanni Borraccini (Rotella), Sara Moreschini (Appignano e il consigliere regionale Andrea Cardilli, ex sindaco di Colli del Tronto. Rappresentanti anche da Offida, Cossignano e Castel di Lama.

Le opposizioni di Ascoli

 

Al centro della protesta c’è il progetto “Belvedere” che prevede la creazione di una vasca destinata allo smaltimento di circa 60.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali pericolosi e con una durata prevista di dieci anni. I vari amministratori locali, gruppi di opposizione e le varie associazioni ambientaliste hanno espresso profonda preoccupazione per le conseguenze legate all’impatto ambientale, paesaggistico e sanitario che una simile struttura potrebbe riversare su un’area già fortemente provata a causa della presenza di altre discariche.

 

Oltre ai rischi per la salute e per l’ecosistema dell’Alta Valle del Bretta, a scatenare la rabbia dei promotori della manifestazione sono le modalità con cui è stata avviata l’intera macchina burocratica. Gli atti relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sono stati infatti pubblicati sul sito istituzionale della Provincia di Ascoli lo scorso 10 agosto. Un periodo fortemente criticato dai promotori della manifestazione, secondo i quali la pubblicazione nel periodo clou delle vacanze estive avrebbe ridotto la possibilità ai cittadini e ai territori interessati di informarsi.

 

«Non è fattibile immaginare un’altra discarica – ha dichiarato il sindaco Polinida altre parti i calanchi vengono valorizzati, noi li stiamo riempiendo di rifiuti. Qualora ci fosse il via libera al progetto, presenteremo le nostre istanze sul tavolo del Tar».

 

Sulla stessa linea il sindaco Moreschini: «Non possono essere sempre gli stessi luoghi a subire le conseguenze. Territori e istituzioni devono confrontarsi e trovare insieme una strategia capace di ridurre il ricorso alle discariche e migliorare la gestione complessiva dei rifiuti».

 

«Parliamo della Valle dei Calanchi, un’area dall’ alto valore ambientale e turistico – ha ribadito il sindaco Borraccini -. Questa è una battaglia di civiltà che riguarda in primis la salute ma anche la trasparenza. I territori interessati devono essere informati e coinvolti nelle scelte che li riguardano».

 

Anche il consigliere Cardilli ha sottolineato che «nessuna istanza può essere modificata senza che i territori siano coinvolti».

 

«Ribadiamo con chiarezza il nostro no al progetto della nuova discarica nella Valle del Bretta – ha detto Ameli -. Quel territorio ha già sopportato negli anni un carico ambientale enorme e non può continuare ad essere individuato come luogo nel quale concentrare nuovi impianti. La manifestazione di oggi, con centinaia di persone presenti nonostante la pioggia, insieme a cittadini, comitati, sindaci, consiglieri comunali e forze politiche, dimostra che questa non è una battaglia di parte, ma una richiesta larga di tutela del territorio. Prima di nuovi impianti servono bonifica, recupero ambientale, riduzione dei rifiuti ed economia circolare».

 

Infine, anche i gruppi di opposizione del Consiglio Comunale di Ascoli hanno ribadito con fermezza la loro contrarietà al progetto: «La Valle del Bretta non è una terra da sacrificare. È il nostro territorio e merita di essere difeso».

 

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