Si va verso l’applicazione della tanto discussa Direttiva Bolkestein. Le gare per la riassegnazione delle concessioni balneari sono ormai un passaggio con cui San Benedetto dovrà fare i conti, ma per l’amministrazione possono diventare anche l’occasione per intervenire sull’assetto del litorale e aumentare gli spazi destinati alla libera fruizione. È questo il punto politico emerso in Consiglio comunale, durante l’interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza Paolo Canducci e Roberto Bovara. Una discussione nella quale, al di là degli aspetti normativi, sono emerse due esigenze: dare certezze agli operatori e, contemporaneamente, migliorare la qualità complessiva della spiaggia e del lungomare.
L’amministrazione ha spiegato che gli uffici si sono già messi al lavoro. Il 2 luglio è stato convocato un tavolo tecnico al quale hanno partecipato i diversi settori comunali interessati, dal Demanio alla Pianificazione urbanistica, fino all’Edilizia privata e al Turismo e Commercio. Tra i primi passaggi c’è anche la verifica delle concessioni attraverso i dati disponibili, così da avere un quadro preciso della situazione.
Il Comune sta inoltre seguendo l’evoluzione del cosiddetto bando tipo che dovrà fare da riferimento per le procedure. Il testo condiviso dal Ministero è stato restituito il 13 luglio ed è ora all’esame delle associazioni di categoria. Il Municipio sambenedettese, inoltre, è in contatto con la Regione Marche per seguire gli orientamenti che stanno maturando a livello nazionale.
Ma la partita non riguarda soltanto le gare. Uno degli elementi più interessanti emersi dalla risposta dell’assessore al Demanio marittimo Luigi Anelli riguarda infatti la possibilità di recuperare nuovi spazi di spiaggia libera. «Si sta valutando l’eventuale implementazione delle spiagge libere, soprattutto a sud, dove attraverso una possibile ridefinizione della dividente dei banale, si potrebbe consentire il reperimento di nuove spiagge libere», ha detto l’esponente della Giunta Mozzoni.
Un tema che si intreccia con quello della trasformazione del lungomare. Canducci ha infatti chiesto all’amministrazione di considerare le gare non soltanto come un adempimento necessario, ma come una possibilità per ridisegnare l’organizzazione degli stabilimenti. Il consigliere ha sottolineato la presenza di numerose concessioni e la ridotta disponibilità di spiagge libere, soprattutto nella zona nord, sostenendo la necessità di individuare spazi più ampi e facilmente fruibili dai cittadini.
L’obiettivo indicato da Canducci è anche quello di favorire investimenti e riqualificazione degli chalet, puntando su accessibilità e qualità dei servizi. «Gli stabilimenti e gli imprenditori hanno diritto di poter fare dei servizi di qualità, ma i cittadini hanno diritto di vedere il mare passeggiando sul lungomare e di avere delle spiagge libere decenti in tutto il tratto del lungomare», ha affermato.
Sul fronte della vista del mare e dell’impatto delle strutture, Anelli ha richiamato anche le possibilità offerte dall’attuale Piano di spiaggia. Secondo quanto riferito in aula, il piano prevede oggi che l’occupazione del fronte degli stabilimenti non superi il 50%, una percentuale inferiore a quella prevista dal nuovo Piano di Gestione Integrata delle Zone Costiere, che arriva al 70%. L’amministrazione punta quindi anche su misure che incentivino l’applicazione delle regole già esistenti, soprattutto nelle zone in cui il piano non è stato ancora pienamente attuato.
La discussione, però, ha evidenziato una distanza significativa tra maggioranza e opposizione sui tempi e sul modo di affrontare la questione. Canducci, nella replica, ha contestato all’amministrazione l’eccessiva prudenza sulla possibilità di verificare la scarsità della risorsa e ha chiesto di concentrarsi sulla costruzione delle gare, evitando di alimentare nuove aspettative tra gli operatori.
Il timore espresso dall’esponente di Alleanza Verdi Sinistra-Psi è che l’incertezza continui a frenare gli investimenti degli imprenditori balneari. «Le persone ci vivono lì dentro, ci lavorano, devono avere delle certezze gli imprenditori», ha detto Canducci, invitando l’amministrazione ad andare «dritti sull’obiettivo in maniera chiara».
La questione delle concessioni, dunque, si presenta come una partita destinata ad avere conseguenze ben più ampie della semplice assegnazione degli spazi. Da una parte c’è la necessità di accompagnare gli operatori verso una nuova fase, mettendoli nelle condizioni di programmare gli investimenti; dall’altra c’è la richiesta di ripensare il rapporto tra stabilimenti, spiaggia libera e passeggiata sul mare.
Per San Benedetto, alle prese con un litorale fortemente caratterizzato dalla presenza degli chalet, la sfida sarà riuscire a tenere insieme queste esigenze. Il tavolo tecnico è partito e l’amministrazione ha annunciato che sta lavorando anche sulla possibilità di recuperare nuove spiagge libere. Ora il nodo sarà trasformare questi indirizzi in scelte concrete, senza perdere altro tempo in una vicenda che da anni tiene gli operatori in una condizione di incertezza.















