
Foto Vinea
La fine di settembre è storicamente dedicata all’attività della vendemmia, quest’anno in molte zone d’Italia anticipata a causa delle condizioni meteo estreme dell’estate 2026. Lo conferma il presidente della Vinea di Offida Pompilio D’Angelo: «La campagna vitivinicola 2026 nelle province di Ascoli Piceno e Fermo che sta volgendo quasi al termine è stata contrassegnata in modo evidente dall’andamento meteorologico – afferma – Dopo una primavera relativamente favorevole, i mesi estivi di luglio e agosto sono stati caratterizzati da ondate di calore prolungate e da precipitazioni piuttosto scarse. Questo clima torrido ha influito sui ritmi di maturazione delle uve e ha spinto i viticoltori del territorio a riorganizzare rapidamente i calendari di lavoro per evitare cali di acidità e stress idrici eccessivi nelle piante».
E infatti, «l’effetto più immediato dell’andamento climatico è la stata precocità della raccolta. Nel Piceno e nel Fermano, esattamente come nel resto delle Marche, la raccolta ha registrato un anticipo medio di circa 7-10 giorni rispetto alla media degli ultimi anni».

Pompilio D’Angelo, presidente Vinea
D’Angelo spiega che «la vendemmia è iniziata con le uve destinate alle basi spumante passando poi ai nostri bianchi autoctoni (Passerina e Pecorino) ponendo l‘attenzione massima per preservare il corredo aromatico e la freschezza acida tipica dei due alfieri della Docg Offida e delle Doc locali. La vendemmia è proseguita con la raccolta del Sangiovese e si concluderà col Montepulciano (che è il vitigno a bacca rossa più tardivo)».
Ma, come si suol dire, ogni medaglia ha il suo rovescio. E se il rovescio, in questo caso, è stato il grande caldo, la medaglia è chiara: «Se da un lato il caldo ha imposto ritmi serrati con impossibilità anche dei lavoratori addetti alla vendemmia di entrare nei campi nelle ore più calde, dall’altro ha offerto un grande vantaggio agronomico: lo stato fitosanitario delle uve è eccellente. Il clima caldo e ventilato delle colline che guardano l’Adriatico ha inibito lo sviluppo delle principali patologie fungine, come peronospora e oidio. Rispetto alle annate più umide, i vignaioli hanno potuto ridurre gli interventi in vigna, portando in cantina grappoli perfettamente sani e privi di muffe».
Ad ogni modo, «l’esperienza degli ultimi anni con temperature crescenti impone la necessità di adottare tecniche agronomiche che sempre più salvaguardino l’acqua nel terreno garantendo il giusto equilibrio alle piante. Vinea da diversi anni sta lavorando su progetti innovativi che vanno in questa direzione , insieme alle aziende agricole, alle aziende vitivinicole all’istituto tecnico agrario ed all’Università , e tutto ciò sarà fondamentale i per impostare la viticoltura del futuro. Sebbene le rese quantitative possano registrare un calo o assestarsi su livelli contenuti a causa del caldo anche se per un dato definitivo aspettiamo l’ufficialità dei dati delle denunce di produzione delle uve, le aspettative sulla qualità finale rimangono alte. Il lavoro di precisione in cantina sarà fondamentale per gestire le gradazioni alcoliche potenzialmente elevate e preservare l’equilibrio gustativo dei vini».
La vendemmia è il momento centrale del settore vitivinicolo, ma non conclude certamente l’attività delle imprese: «Finito il momento della vendemmia sarà poi necessario tornare a ragionare rapidamente sulle strategie a breve ed a lungo termine per il settore vitivinicolo del nostro territorio».














