
Ha segnato il primo gol in maglia bianconera. Finalmante si è sbloccato. Non esultava da quasi un anno e mezzo (maggio 2017 con la maglia del Verona) ed ora spera di essersi messo alle spalle il periodo peggiore della sua ancora breve carriera. Simone Andrea Ganz parla della gara di Foggia, del suo morale, del passato campionato e delle favorite per la vittoria di quello attuale. «Dispiace perché a Foggia abbiamo giocato la partita più bella della stagione, volevamo portare a casa qualche punto ma non ci siamo riusciti. Probabilmente abbiamo commesso anche troppi errori altrimenti non avremmo perso, guardando però la classifica ci manca qualche punto. Il gol? Una bellissima sensazione e segnare sotto al settore dei nostri tifosi mi ha fatto molto piacere. Lo aspettavo da quando sono arrivato. Mio padre? Mi segue sempre, è stato molto contento, l’ho sentito al telefono dopo la partita».
«Il modulo che utilizziamo è ideale per me – aggiunge Ganz – avere la mezza punta che ti manda in porta è positivo. Mi piacerebbe ripetere la stagione di Como dove giocavamo anche con lo stesso modulo, ma è ancora presto. Vorrei fare tanti gol con questa maglia e segnare anche al Del Duca che per noi deve essere un valore aggiunto. Il gol mi fa stare più tranquillo, è normale. Sento la fiducia dei compagni, dello staff, del presidente, di tutti. E cerco di ripagare facendomi trovare sempre pronto e allenandomi al massimo. Il mister ha lavorato molto sulla mia testa, mi parla molto e mi ha fatto sentire la sua fiducia: per uno che aveva trascorso un anno difficile senza trovare la via del gol è stato fondamentale».
Infine ecco Ganz tra… passato e futuro. «Lo scorso anno non mi interessa più, la salvezza è stata un’impresa, ma ogni stagione è nuova. Io mi sono rimesso in gioco e sento la fiducia di tutti, in primis dei compagni: per me è molto importante. Dopo ogni stagione si riparte da zero, bisogna sempre essere costanti e credere in se stessi. Le favorite per la vittoria? Verona, Benevento e Pescara per ora, ma in B tutto può succedere, anche l’ultima può vincere con la prima. Obiettivi? Presto per dirlo, abbiamo fatto tanti miglioramenti perché la squadra è cambiata quasi completamente».
Ganz, quando il gol diventa una liberazione: due illustri precedenti nella storia dell’Ascoli














