Ospedale, pronto soccorso e nuove strutture. Il movimento “Cittadino Attivo” incalza i vertici della sanità locale. «E’ un momento un po’ confusionario in Asur5 -afferma l’assemblea territoriale del movimento- Le politiche nazionali fungono da cinghia di trasmissione per svariati argomenti e momenti da cogliere sotto l’ effervescenza di promesse che non si potranno mantenere. Addirittura si sono scomodati professionisti medici di incarico dirigenziale per sondare alcuni componenti di staff medico sulla necessità di realizzare l”ospedale unico attraverso email. Non sappiamo se avrebbero potuto farlo ma così permettendo da oggi in poi qualsiasi dipendente può attivarsi per chiedere pareri sulla necessità di nuovi servizi o magari di un pronto soccorso in zona portuale. Perché no?». Si cita ad esempio il caso di uno dei reparti nevralgici del Madonna del Soccorso.

Il pronto soccorso di San Benedetto

«Prima però -continua sempre “Cittadino Attivo”- occorre mostrare maggiore sensibilità verso il pronto soccorso di San Benedetto dove ancora non si decide di nominare un “Facente funzione” ( che non ci facessero attendere il 5 marzo per favore ) dove per quanto letto dai mass media la commissione ha già concluso il suo lavoro e proprio per questo questo, il giorno 16 febbraio, abbiamo ha inoltrato al direttore generale ed al Presidente della Commissione formale richiesta di accesso agli atti in riferimento alla normativa vigente. In realtà abbiamo già rappresentato i nostri timori prima del 16 febbraio sia al direttore generale che al sindaco ma non sappiamo cosa sia evoluto quanto trasmesso. La sfiducia nell’ ambiente si registra in ogni angolo, tanto più preoccupante dalla notizia che il giorno 22 febbraio scade il termine per la presentazione delle domande di mobilità per il pronto soccorso di Pescara. C’è da da tener presente che nel pronto soccorso di San Benedetto lavorano 5 o forse più medici di Pescara che da voci informali presenteranno domanda di trasferimento (una emorragia che non si riesce a fermare per evidenti problemi ambientali). I medici così come il resto del personale -conclude l’assemblea territoriale del movimento- vanno o rimangono sulla base di avere un luogo di lavoro dove operare con riferimenti autorevoli cui far affidamento, oltre che lavorare in sicurezza e serenità. L’ estate incombe ed è già troppo tardi per iniziare a programmare una organizzazione e riorganizzazione capace di reggere l’ impatto di una popolazione che aumenta come ogni anno. Ci rivolgiamo a lei, dott Ceriscioli, in qualità di assessore alla sanità e non di politico perché ci sta a cuore la tutela della salute dei cittadini ad iniziare dal pronto soccorso come biglietto da visita di entrata di un ospedale».

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