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Sanità, Manni e Fioravanti attaccano:
«Ceriscioli ci ignora, meritiamo rispetto»

ASCOLI - I due esponenti politici di Fratelli d'Italia e M5S uniti nel difendere il capoluogo Piceno e l'ospedale "Mazzoni": «Il governatore continua a evitare il confronto in consiglio comunale senza badare alla preoccupazione di tanti cittadini, che vivono sulla loro pelle le angherie di una Regione "matrigna"»
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«Ceriscoli ci ignora». Comincia così la nota diffusa da Marco Fioravanti, presidente del consiglio comunale, e da Giacomo Manni, presidente della consulta sulla sanità. Nonostante le diverse provenienze politiche, Fratelli d’Italia il primo, Movimento 5 Stelle il secondo, si ritrovano uniti sul delicato tema. E attaccano.
«Ascoli vive sulla propria pelle -spiegano Fioravanti e Manni- le angherie di una Regione “matrigna”, che, in assenza di un piano sanitario, vuole privare la città dell’ospedale che, ricordiamolo, è a servizio dell’intera provincia e di quelle limitrofe. Ma, oltretutto, vuole privarci di quelle risorse che possono contribuire a migliorare i servizi per i cittadini e salvaguardarne i diritti fondamentali e costituzionalmente tutelati, come quello alla salute e alla prevenzione. Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dopo averci dato la propria disponibilità per un consiglio comunale aperto il 30 ottobre 2018, ha deciso di tirarsi indietro per partecipare a un consiglio comunale aperto a Pesaro, convocato addirittura successivamente al nostro».

Marco Fioravanti e Giacomo Manni

«Nonostante i cittadini e i portatori d’interesse fossero stati convocati per quella data, che era stata concordata col governatore della Regione, Ceriscioli aveva preferito sottrarsi al confronto per poi mettere a disposizione, tardivamente, le date del 12, 16 e 19 novembre 2018. -continuano i due esponenti politici- Collegialmente, abbiamo deciso lo stesso di convocare l’assemblea aperta sulla sanità il 30 ottobre, perché Ascoli non vale meno di Pesaro, ma soprattutto perché il rispetto verso i cittadini e verso l’Istituzione che rappresentiamo non può mai venire meno o essere così svilita. Allo stesso tempo, però, per rispetto istituzionale, abbiamo fornito piena disponibilità per un ulteriore consiglio nelle date indicate dallo stesso Ceriscioli che, ricordiamo, essere, oltre che Presidente della Regione, anche assessore alla sanità.
Dopo il mancato incontro del 30 ottobre, sollecitato dall’assemblea consiliare, Ceriscioli è stato esortato a fare tappa ad Ascoli, ma non si è avuta alcuna  risposta».

Il governatore Ceriscioli

«Prima delle feste natalizie, in uno spirito di piena collaborazione e nell’evitare strumentalizzazioni politiche su un tema così importante per il territorio, abbiamo inoltrato richiesta di disponibilità a Ceriscioli per convocare un nuovo consiglio aperto. La risposta giuntaci è alquanto assurda; Ceriscioli sosteneva che il tema in oggetto era già stato discusso in precedenza e respingeva la richiesta in quanto non ritiene più necessaria una sua presenza ad Ascoli» è il prosieguo.

L’ospedale “Mazzoni” (foto Vagnoni)

«Ricordiamo all’assessore alla sanità -concludono Fioravanti e Manni- che il bisogno dei cittadini ascolani di incontrarlo in un’assise aperta, dove potersi civilmente e democraticamente confrontare, deriva tanto dalla preoccupazione degli stessi cittadini di vedere smantellato l’ospedale “Mazzoni” e quindi i servizi sanitari, quanto dall’inquietudine che l’ultima delibera di riordino sulla sanità regionale ha creato in merito al ridimensionamento delle risorse dedicate alla stessa nel sud delle Marche e nella città di Ascoli. Siamo in obbligo, per rispetto delle istituzioni che rappresentiamo, di informare i cittadini di quel che è accaduto e rinnoviamo pubblicamente al presidente della Regione l’invito a non arroccarsi sulle sue posizioni. Perché fare politica significa essere a servizio dei cittadini ma anche e soprattutto delle Istituzioni e il Consiglio comunale di Ascoli avrebbe meritato più rispetto da parte di chi dovrebbe rappresentare la Regione Marche nella sua interezza ma che invece, a quanto pare, preferisce operare la solita distinzione tra il nord e il sud della stessa».


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