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Ascoli, una catastrofe:
la squadra resta nel pullman
e a Lecce finisce
con un incredibile 7-0

SERIE B - Difficile da credere e da comprendere quello che è avvenuto allo stadio di Via del Mare nella gara di recupero. Una figuraccia come poche altre nella storia del Picchio, perdipiù in diretta tivù nell'unico match in programma. Approccio completamente sbagliato, reazione inesistente. I giallorossi di Liverani prendono a pallonate la porta di Milinkovic-Savic e riescono ad andare in gol anche quando la gara è ormai virtualmente chiusa. I tifosi lasciano la curva sul 5-0. Prestazione vergognosa, una figuraccia
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L’ingresso delle squadre in campo dietro all’arbitro Baroni

di Andrea Ferretti

Finisce come nemmeno il peggior nemico dell’Ascoli avrebbe mai osato immaginare. L’Ascoli non gioca, il Lecce sì e segna 7 gol portandosi al terzo posto con altre due gare consecutive da giocaare in casa. E’ sbornia giallorossa, ma è soprattutto catastrofe Ascoli. La gara dura solo 45 minuti con un sonante 5-0 al riposo. Nel secondo tempo non si gioca più, ma il Lecce non può non segnare il sesto e il settimo gol di fronte a una squadra che ne avrebbe potuti incassare anche dieci. La reazione non c’è stata e questo è l’aspetto più preoccupante. Assoluta la mancanza di orgoglio, giusto per non citare una zona del corpo umano.

Moduli speculari (4-3-1-2) quelli di Liverani e Vivarini. Il tecnico giallorosso, che deve fare a meno degli infortunati Bovo, Scavone, Fiamozzi e Palombi, in avanti si affida a Falco e La Mantia sostenuti da Mancosu. Il collega bianconero, che non ha a disposizione Laverone (squalificato), Ngombo (infortunato) e Frattesi (impegnato con la Nazionale Under 20), in prima linea preferisce Rosseti a Beretta – alla vigilia il primo sembrava quello messo peggio – e lo affianca a Ciciretti, con Ninkovic tra la linee davanti a un centrocampo dove torna titolare Cavion. In difesa c’è l’esordio dal primo minuto di Andreoni. L’arbitro è lo stesso dell’altra volta, il fiorentino Baroni: cambiano un assistente (Pagliardini per Opromolla) e il quarto ufficiale (Dionisi per Paterna).

Il presidente della Lega B consegna una targa alle due società. Per l’Ascoli l’ha ritirata il dg Lovato. Accanto a lui Scavone

Prima azione e Lecce in gol. Sono trascorsi meno di quattrpo minuti. Il Lecce stringe l’Ascoli nella propria area. Ninkovic sbaglia in fase di uscita agevolando la manovra giallorossa. Da destra parte infatti lo spiovente di Mancosu che sembra finire fuori oltre il palo lontano, ma La Mantia di testa ci crede e appoggia per l’accorrente Tabanelli che sulla palla arriva prima di Brosco e da tre metri fa secco Milinkovic-Savic. L’Ascoli è come se non fosse entrato in campo e al 16′ il Lecce raddoppia. Da un altro errore di Ninkovic a centrocampo, parte il cross di Mancosu (lo stesso di prima)che trova solo in area Petriccione. L’esterno ha il tempo di stoppare la palla, controllare, prendere la mira e segnare: 2-0, palla al centro e Ascoli non pervenuto. Il Lecce sembra disputare una gara di allenamento. Tutto troppo facile per la squadra di Liverani. E infatti al 19′ arriva il tris. Milinkovic-Savic respinge con i pugni un tiro da fuori area, la palla arriva all’ex Calderoni che calcia forte di sinistro: al limite dell’area piccola c’è La Mantia, tenuto in gioco da Padella, il cui piattone destro equivale al 3-0. Per il centravanti è il 12° centro stagionale. L’Ascoli reagisce? Macchè! Al 24′ il Lecce segna ancora con Mancosu che va a insaccare di sinistro con la difesa (ma non solo quella) imbambolata. Al 30′ Brosco crolla in area addosso a La Mantia. Baroni non ha dubbi, è rigore. Sul dischetto va Falco che sigla il 5-0. Cinque gol in 27 minuti (dal 4′ al 31′) possono essere presi in considerazione dall’editore del prossimo “Guinness dei primati”. La sbornia bianconera fa tornare alla mente l’ultima Serie A, quando il 29 gennaio 2006 la Juventus vinse al “Del Duca” 1-3 con Trezeguet che segnò tre gol nei primi 18 minuti (poi il gol della bandiera di Ferrante). Al 39′ Milinkovic-Savic si salva con i piedi e dice di no al 6-0 di Mancosu. L’occasione giallorossa, e i cinque gol, tutti nella porta vicina al settore dei tifosi ospiti. Ma quelli del Picchio (178) già non ci sono più. Dopo il quinto gol hanno infatti lasciato lo stadio di Via del Mare, per affrontare una sorta di marcia funebre lunga 550 chilometri con destinazione Ascoli. Il Lecce, com’è logico, allenta e l’Ascoli si affaccia nella metà campo avversaria con una conclusione di testa di Brosco deviata in angolo e un sinistro innocuo di Ciciretti da fuori area. Strigliata di Vivarini nell’intervallo? Se sì, inutile. Al rientro in campo non si nota una grande reazione dei bianconeri. Tanto per non fare torto al primo tempo quando erano rimasti nel pullman, stavolta Padella & C. sono rimasti negli spogliatoi dopo aver battezzato archiviata la partita al 45°. E il Lecce allora lascia il calcio e passa al tennis con il sesto gol al 15′ di Tabanelli che si infila senza difficoltàò tra Padella e D’Elia che sembrano statuine. Vivarini toglie Troiano e, persa per persa, al 20′ mette dentro Iniguez. Pochi secondi e l’argentino liscia la prima palla spalancando la strada a Mancosu per il 7-0 e il bis personale. Il Lecce si impietosisce e non spinge più sull’acceleratore. E si commuove anche l’arbitro Baroni che non fa recuperare nulla nè alla fine del primo tempo, nè alla fine. Meglio così, sennò magari ci scappava l’8-0.

LECCE (4-3-1-2): Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello (20’st Riccardi), Calderoni; Petriccione, Tachtsidi (25’st Felici), Tabanelli; Mancosu; Falco, La Mantia (11’st Tumminello). A disposizione: Bleve, Di Matteo, Cosenza, Arrigoni, Haye, Marino, Saraniti, Pierno, Majer. Allenatore: Liverani.

ASCOLI (4-3-1-2): Milinkovic-Savic; Andreoni, Brosco, Padella, D’Elia; Addae, Troiano (20’st Iniguez), Cavion; Ninkovic; Rosseti (25’st Baldini), Ciciretti (33’st Chajia). A disposizione: Lanni, Quaranta, Rubin, Valentini, Casarini, Ganz, Rosseti, Coly, Ardemagni. Allenatore: Vivarini.

Arbitro: Baroni di Firenze (assistenti Pagliardini di Arezzo e Di Gioia di Foligno, quarto ufficiale Dionisi di L’Aquila).

Reti: 4’pt e 15’st Tabanelli, 16’pt Petriccione, 19’pt La Mantia, 24’pt e 21’st Mancosu, 31’pt Falco su rigore.

Note: spettatori 12.583 (5.148 paganti e 7.435 abbonati) di cui 178 provenienti da Ascoli. Ammoniti: D’Elia (A), Meccariello (L) e Petriccione (L) per gioco falloso. Recupero 0’+0′.

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