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Coronavirus, tra ordinanze e sospensioni
La preside: «La ragionevolezza
è grande assente»

ASCOLI - Le parole di Valentina Bellini, dirigente dell'Isc Ascoli Centro, che dà voce al totale disorientamento della categoria ma anche delle famiglie e dei ragazzi, strattonati tra presidente di Regione e Governo centrale

Valentina Bellini (Foto Vagnoni)

di Stefania Mistichelli

«La grande assente di tutta questa situazione è la ragionevolezza». Così la dirigente dell’Isc Ascoli Centro D’Azeglio Valentina Bellini dà voce al grande disorientamento di presidi, insegnanti, famiglie e ragazzi alla notizia del pronunciamento del Tar che annulla il provvedimento regionale che aveva chiuso tutte le scuole e le manifestazioni pubbliche fino al 4 marzo compreso. Un annullamento rincorso da voci che si sono smentite reciprocamente e che non hanno fatto altro che aumentare la confusione. Per toccare l’apice con l’annuncio, da parte del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, di una nuova ordinanza che conferma quella del 25 febbraio tranne che nei termini di validità delle restrizioni. Non più il 4 marzo, ma sabato sera 29 febbraio. Per quanto riguarda la scuola quindi, il ritorno sui banchi è previsto per lunedì 2 marzo. 

Luca Ceriscioli

«Questo braccio di ferro – afferma Valentini Bellini – non serve a nessuno e soprattutto è davvero disastroso per la scuola, per l’organizzazione delle famiglie, per l’organizzazione del servizio. Non si può chiedere alle 18.30 che ci si attivi su whatsapp! Perché è questo che sta succedendo, per far tornare i bambini a scuola. C’è un discorso di organizzazione dei servizi, dei pulmini. Ci sono tante cose da fare. Aprire una scuola di 900 bambini o chiuderla non è qualcosa di così immediato, per cui si poteva pensare anche a questo. Specie se, come infatti è accaduto, Ceriscioli ha annullato la prima ordinanza per metterne in moto un’altra».

Giuseppe Conte

«Io non entro nelle ragioni dell’uno e dell’altro – aggiunge la preside – per quel che penso, la ragionevolezza è la grande assente di tutta questa situazione, di giornate intere dove l’attenzione è concentrata solo Coronavirus. Trovo doveroso da parte di chiunque, sia del Ministero sia della Regione,  pensare anche alle conseguenze  organizzative di una decisione, giusta o sbagliata che sia.  Anche perché il Governo, visto che ormai l’ordinanza ritenuta ingiusta era stata fatta, che motivo aveva di annullarla. Così si è crea solo un’ulteriore confusione. Noi dirigenti – conclude – siamo qui con uno spazio decisionale pari a zero in attesa degli eventi. Non mi sembra rispettoso per nessuno, per i bambini e per gli utenti per primi ma anche per gli operatori della scuola quali noi siamo».



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