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Slot modificate, la Finanza
denuncia tre persone (Foto e video)

PICENO - La maxi indagine nazionale ha coinvolto anche Ascoli, San Benedetto, Castel di Lama, Castorano e Acquasanta. Al termine dell'Operazione Cristallo, le Fiamme Gialle hanno anche elevato sanzioni per 60.000 euro, proposto la sospensione/revoca della licenza di tre esercizi commerciali, sequestrato quattro apparecchi e 4.277 euro in contanti
Il video dell'operazione

 

Ha coinvolto anche la provincia di Ascoli Piceno la maxi-indagine della Guardia di Finanza di Torino, attraverso la quale è stata accertata una truffa in danno di migliaia di giocatori e che ha comportato la denuncia di centinaia di gestori di apparecchi da divertimento, il sequestro di oltre 1.000 slot e la contestazione di sanzioni per 20 milioni di euro. Sono state 3.000 le schede delle slot risultate manomesse in quella che sembra essere una gigantesca frode informatica ai danni dello Stato, a livello nazionale, le cui indagini sono partite dopo una denuncia presentata da una multinazionale del settore che aveva riscontrato anomalie nel funzionamento di svariate schede prodotte e installate all’interno di slot machine, poi distribuite in tutto il Paese.

L’operazione “Cristallo” ha trovato il supporto di quasi altri 100 Comandi Provinciali delle Fiamme Gialle e, tra questi, anche quello di Ascoli Piceno dove sono stati avviati accertamenti su esercizi commerciali detentori di apparecchi “sospetti”. L’attività nel Piceno si è conclusa con il sequestro di 4 congegni da divertimento e intrattenimento e di 4.277 euro in contanti, la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 3 persone, la contestazione di sanzioni amministrative per 60.000 euro e la proposta di sospensione e/o revoca della licenza di pubblica sicurezza nei riguardi di 3 esercizi commerciali.

NEL DETTAGLIO – A San Benedetto del Tronto, in un bar del centro, il primo riscontro ad opera dei militari della locale Compagnia i quali, dopo aver accertato l’effettiva manomissione della scheda di gioco, hanno sequestrato il congegno e i 2.206 euro delle giocate in esso contenuti. Il proprietario/gestore dell’apparecchio è residente a Roma.  Le verifiche sono poi passate ad un altro esercizio, il cui proprietario/gestore è un impresa nel teramano, e dove la Compagnia di San Benedetto del Tronto ha sequestrato 2 congegni e 684 euro.

Le indagini sono quindi proseguite alla volta di Castel di Lama (AP), dove i militari del Gruppo di Ascoli Piceno hanno accertato la manomissione del meccanismo interno di una slot che è stata sottoposta anch’essa a sequestro come i 1.387 euro trovati al suo interno. L’attività risulta di un’impresa del teramano.

Il quadro degli accertamenti, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, è stato definito dal locale Gruppo attraverso ulteriori 4 controlli che hanno interessato Ascoli Piceno, Acquasanta Terme e Castorano, nel cui ambito non sono state comunque individuate manomissioni e alterazioni dei numerosi apparecchi e congegni da divertimento sottoposti ad ispezione.

Gli accertamenti dei Finanzieri piemontesi, che si sono avvalsi del supporto del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e degli ingegneri informatici del partner tecnologico “Sogei – Società Generale di Informatica S.p.a.”, hanno portato alla scoperta del sistema truffaldino che, stando all’ipotesi investigativa, consisterebbe nella sistematica manomissione dei contatori fiscali delle schede di gioco, riducendo illecitamente le vincite erogate. Un comportamento che provocava un duplice danno. Da un lato, l’alterazione del software delle slot permetteva ai proprietari degli apparecchi e ai gestori compiacenti un incasso occulto delle percentuali di gioco, moltiplicando così i loro incassi senza, ovviamente, dichiarare nulla al Fisco. Dall’altro lato, vittime della frode erano gli ignari giocatori, che trovavano ridotte drasticamente le chance di sbloccare i “jackpot”.

Il contributo all’intera operazione fornito dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno si è rivelata importante per la tutela delle risorse dello Stato ma anche per garantire all’utenza la regolarità delle giocate.

 

 


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