In una lettera aperta al sindaco Marco Fioravanti, il sindacato Usb (Unione sindacale di base), Federazione di Ascoli Pubblica Amministrazione, esprime un netto dissenso rispetto allo svolgimento della manifestazione di lunedì 6 aprile davanti all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.

La cerimonia all’ospedale “Mazzoni”
«Il sindaco, in spregio alle restrittive disposizioni governative, analoghe a quelle che egli stesso propina costantemente – afferma Mauro Giuliani – ha preferito organizzare una manifestazione del tutto inopportuna che ha riunito nei pressi dell’ingresso dell’ospedale di Ascoli, in uno spazio ristretto, oltre 100 persone creando un assembramento molto pericoloso per la diffusione del virus. Se proprio avesse tenuto a ringraziare i lavoratori avrebbe potuto farlo semplicemente con un comunicato stampa senza il ricorso ad effetti speciali magari esprimendo loro solidarietà poiché costretti a rischiare la salute a causa della mancanza di adeguati Dpi (Dispositivi protezione individuali, ndr)».
Il sindacato quindi torna a denunciare la carenza di Dpi per il personale sanitario. «Già dal 25 febbraio 2020 il nostro sindacato – mette in rilievo Mauro Giuliani – ha evidenziato la carenza di Dpi per il personale dell’ospedale Mazzoni presentando persino un formale esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli. Analogamente l’Usb ha denunciato a mezzo stampa la circolare della direzione sanitaria del 13 marzo 2020, rigettandola e chiedendone il ritiro, secondo la quale i sanitari che indossavano le mascherine erano passibili di denuncia per provocato allarme. Atteggiamento che purtroppo verifichiamo anche ora quando si negano mascherine ffp2 al personale che nelle Unità operative del Mazzoni sono venuti a contatto con pazienti risultati positivi al Covid 19».
«Sempre la Usb – ricorda Mauro Giuliani – ha denunciato, a mezzo stampa, la scelta illogica di lasciare reparti “No Covid-19” presso l’ospedale di San Benedetto che è stato individuato come Covid-19. Pertanto è evidente l’altissimo rischio di contagio per operatori ed utenti. Così come è incredibile che un reparto con camere a carica negativa, con lavori effettuati con risorse economiche pubbliche, rimanga a tutt’oggi inutilizzato».














