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I tre positivi al Covid non andranno
a Campofilone: per la Regione Marche
il problema è sociale e non sanitario

CORONAVIRUS - Di tutt'altro avviso Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5: «Non mi sentirò tranquillo fino a che queste persone non saranno in un luogo dove ci sarà certezza dell'isolamento». Tamponi anche a più di 60 persone tra operatori sanitari e utenti in sala d'attesa dove si è recata la donna incinta per dei controlli

Cesare Milani (foto Vagnoni)

di Maria Nerina Galiè

Non andranno nella Residenza Valdaso di Campofilone i tre bangladesi che vivono a San Benedetto positivi al Covid. Lo ha detto Cesare Milani, direttore di Area Vasta 5 che si era attivato per mandarli lì fin da stasera, 10 luglio, perchè «impossibile garantire l’isolamento necessario nell’appartamento dove vivono (in tutto 9 persone, ndr)».

«La struttura – ha spiegato Milani – è autorizzata per ospitare casi sintomatici. E non è il loro caso. Per una deroga c’era bisogno dell’autorizzazione della Regione Marche. Ha però risposto che siamo di fronte ad un problema sociale e non sanitario. Quindi ha detto di no».

Ma in realtà lei cosa pensa a riguardo?

«Che sia un problema sanitario. E serio.  Non mi sentirò tranquillo fino a che queste persone non saranno in un luogo controllato e sicuro per quanto riguarda l’isolamento».

I coniugi rientrati in Italia con un volo da Dacca e la loro connazionale incinta di 5 mesi e che vive nella stessa casa parlano pochissimo italiano. Per spiegare loro la situazione, e renderli consapevoli del rischio per sè stessi e per le altre persone, la direzione di Area Vasta 5 ha chiesto l’intervento di un mediatore culturale.

«Il dottor Angelini, (direttore del Sisp, ndr) sta facendo un lavoro enorme tra mille difficoltà per rintracciare la rete di contatti. La situazione è delicata.

La donna incinta si è rivolta alle strutture sanitarie di recente. Per sicurezza oggi abbiamo convocato per il tampone circa 50 persone tra operatori sanitari e cittadini in attesa della prestazione che anche lontanamente potrebbero essere entrati in contatto con lei».

Stamattina si sottoporranno al test anche 12 mamme in attesa che hanno condiviso la sala d’aspetto dell’ambulatorio medico insieme alla donna incinta.

Quali altre possibilità avete per collocarli?

«Proveremo a chiedere agli alberghi del territorio, pagando il soggiorno ovviamente. Ma mi rendo conto che adesso è impossibile aver riscontro in tal senso. Nel frattempo abbiamo interessato tutte le autorità, dalla Prefettura al sindaco di San Benedetto che garantiranno i controlli. Stiamo cercando una soluzione alternativa con l’Asur. Spero di trovarla entro domani».

 



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