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Convegno, il commissario Legnini:
«Basta perdere tempo»
Il sindaco Fioravanti:
«O si riparte o si muore»

ASCOLI - Il commissario straordinario per la ricostruzione nelle zone terremotate Giovanni Legnini si è stancato di aspettare: «Rischiamo di perdere altro tempo prezioso e la fiducia della gente». Nel frattempo il "decreto semplificazioni" diventa legge. Il sindaco Marco Fioravanti: «Ascoli sosterrà e trascinerà le aree interne»

La sinergia tra il sindaco Fioravanti ed il Commissario Legnini

 

di Andrea Pietrzela

Meno burocrazia e norme più semplici, per una maggiore reattività sul campo. Sono questi i macro-obiettivi da raggiungere secondo il Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria Giovanni Legnini, presente ieri alla Pinacoteca Civica di Ascoli per intervenire nell’ultimo dei panel intitolati “Ricostruire il Piceno, riabitare l’Appenino” organizzati e gestiti da “Officina Italia“, un progetto di Carsa.

Presente all’evento anche il sindaco Marco Fioravanti che, dopo essere intervenuto nel primo dei tre giorni di incontri, ha ribadito come intende rilanciare le cosiddette aree interne colpite duramente da terremoto e pandemia.

L’intervento del sindaco Fioravanti al tavolo di “Officina Italia”

DIALOGO – «In questi anni ho compreso una cosa – le prime parole di Fioravanti – se lasci andare le cose senza intervenire, la popolazione tende a scivolare verso il mare e le zone interne restano deserte.

In questo senso, credo che il terremoto rappresenti il fallimento della politica italiana.

Ho chiesto personalmente al Commissario Legnini di calarsi nel territorio e di dialogare con le istituzioni locali, mettendo da parte gli schieramenti politici per focalizzarsi sul futuro delle città e dei loro abitanti.

Da parte sua ho trovato sempre grande disponibilità, insieme abbiamo costruito un percorso importante nel quale stiamo cercando di costruire un progetto pilota che possa mettere gli uffici comunali in contatto costante con la struttura commissariale».

BIVIO – «Oggi siamo davanti a un bivio – alza i toni il sindaco – o si riparte o si muore.

Abbiamo la possibilità di lavorare sul più grande cantiere italiano e abbiamo messo intorno a questo tavolo tutti gli attori protagonisti.

Tutti dobbiamo sporcarci le mani, tutti dobbiamo avere forza, coraggio e capacità.

Martedì scorso abbiamo avviato la progettazione della prima scuola: se non fai quando puoi, non ti puoi permettere di criticare la norma legislativa.

C’è bisogno di semplificazione.

Non è possibile che un Comune come Ascoli, che ha i fondi, abbia dovuto aspettare 5 anni per ricostruire.

Adesso, se vuole diventare un modello italiano, Ascoli deve essere la barriera di protezione dell’area montana.

Dobbiamo costruire una rete di servizi essenziali e dialogare con tutti i Comuni dell’entroterra. Non a caso, nel piano di promozione turistica ascolana ci saranno anche iniziative di altri Comuni.

Vogliamo lanciare un manifesto italiano: ricostruire il Piceno ripartendo dall’Appennino».

Il Commissario Legnini prende la parola

DECRETO – Il Commissario Giovanni Legnini, che ha mostrato unità d’intenti con il sindaco tramite sguardi d’intesa e pacche sulla spalla, si trova pienamente d’accordo: «Ricostruire per riabitare significa porsi in condizione tale da poter superare un tornante storico pieno di difficoltà, mettendosi alle spalle le tante sconfitte che hanno riguardato i bellissimi Comuni dell’Appenino, capaci in qualche modo comunque di resistere fino ad ora. 

Il grande problema è stato quello del tempo: è tutto lento e macchinoso, la semplificazione normativa di cui c’è bisogno stenta a partire, i processi non si avviano.

Continuando così, non solo pregiudicheremo il tempo, ma anche la fiducia dei cittadini verso le istituzioni.

È vero che il Covid ha arrestato tutto, ma noi questo tempo lo abbiamo utilizzato ascoltando tanti soggetti per ridisegnare il volto del processo di ricostruzione.

Per fortuna, il “decreto semplificazioni” è ormai diventato un testo di legge (l’ufficialità è arrivata nella mattinata di venerdì 17 luglio, ndr)».

STABILITÀ«Per quanto riguarda lo sviluppo – prosegue Legninialcune cose sono state fatte dopo il terremoto, ma ora a livello normativo e finanziario non serve la quantità, ma la stabilità.

Dobbiamo avere certezze alle quali affidarci in futuro, sapere sempre cosa fare quando si paventa il bisogno.

Per questo puntiamo a completare e semplificare le normative per poi poter iniziare a lavorare a testa bassa sul campo, nel rispetto di tutti quei territori che ne hanno bisogno e dei cittadini che li abitano».

Ricostruire per ripartire.

E’ proprio questo lo scopo ultimo che vuole promuovere l’organizzatore e produttore dell’evento, il Presidente di Carsa e Coordinatore di “Officina Italia” Roberto Di Vincenzo: «Questi giorni abbiamo messo intorno a un tavolo tanti soggetti con interessi diversi e provenienti da settori diversi, coinvolgendo il mondo dell’istruzione, il mondo delle imprese e quello della politica.

Tutti i protagonisti della ricostruzione, insieme, devono dare vita ad un progetto di visione unitario per il futuro dell’intero territorio.

L’occasione è straordinaria. Abbiamo i fondi e la possibilità di ricostruire per creare un futuro migliore, mettendo al centro la green economy in quello che sarà il cantiere più grande d’Europa.

Abbiamo la chance di poter investire molto, ma dobbiamo farlo con unità di intenti e verso la giusta direzione, distribuendo bene tutte le risorse.

Qui possiamo creare il territorio della sostenibilità, un territorio che sia di riferimento per tutto l’Appennino e per la Nazione».

Da sinistra a destra: Oscar Buonamano (ufficio stampa “Officina Italia”), Marco Fioravanti, Giovanni Legnini, Roberto Di Vincenzo (presidente Carsa) e Fabio Renzi (segretario generale Fondazione Symbola)

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