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Terremoto, 4 anni dopo
Rabbia e dolore nel giorno più triste
Franchi: «Andare avanti
per chi non c’è più»

ARQUATA DEL TRONTO - La ricostruzione ancora al palo e i tanti problemi de comune più colpito dalla tragedia del sisma. Il vicesindaco: «Quel 24 agosto alle 3,36 accadde quello che non ci saremmo mai aspettato»
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di Luca Capponi

«Un ricordo triste e duro in una giornata di rabbia e dolore. Quel 24 agosto alle 3,36 accadde quello che non ci saremmo mai aspettato».

A Pescara sono rimaste solo anime da ricordare

Terremoto, 4 anni dopo. Ad Arquata doppia commemorazione, per la prima volta non in notturna: il 23 agosto alle 18 presso il parco di Pescara, il paese più devastato, e il giorno successivo nella zona Sae della stessa frazione, ma alle 18,30.

«Dopo tutto questo tempo fa male vedere una ricostruzione ancora in fase embrionale, inutile negare che ci aspettavamo di più -sono, ancora, le parole del vicesindaco Michele Franchi-. Ma giornate come queste devono anche darci la speranza e la forza di andare avanti per far sì che si faccia di più. Lo dobbiamo a chi quel giorno ha perso la vita e a tutte quelle persone che ancora ci credono e vogliono tornare a vivere qui e resistere».

Inutile aggiungere che la situazione ripartenza, ad Arquata, oltre che (quasi) al palo, risulta anche piuttosto complicata da diversi punti di vista. Il commissario Giovanni Legnini, che sarà nel Piceno fino al 23 agosto, lo sa bene.

Michele Franchi

«A lui abbiamo chiesto un provvedimento che riteniamo fondamentale, e cioè l’istituzione di una zona economica speciale -continua-.  Nodale anche riuscire a stabilizzare il personale nei Comuni e non solo negli uffici per la ricostruzione, abbiamo bisogno di materiale umano, Legnini ci ha garantito che lo farà. Speriamo che continui ad ascoltare tutti gli attori che sono parte in causa di questo delicato processo, per far sì che si operi sul campo, che si arrivi a ordinanze mirate e al contempo si portino le nostre istanze al governo».

Altri tasti dolenti, la cantieristica e la viabilità, soprattutto quella lungo la Salaria, e l’emergenza Coronavirus che si è sommata al caos post sisma creando un mix davvero difficile da mandare giù.

«Ci aspettiamo qualche gru in più, sappiamo che si può partire e si può fare di meglio, tutti quanti, noi compresi, ci rimobocchereno le maniche -conclude Franchi-. Sulla viabilità, è importante che alcuni cantieri ripartano, specialmente sotto Pescara e Vezzano, per snellire il traffico e rendere la Salaria più percorribile. Per quanto riguarda il  Covid, abbiamo sottoscritto un protocollo per riaprire la scuola, aspettiamo il parere del comitato tecnico scientifico ma crediamo di avere le carte in regola e faremo di tutto per far sì che accada, sarebbe davvero brutto se succedesse il contrario».

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