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La morte di Franco Lettieri,
accusa di omicidio volontario
per il 57enne Petre Lambru

ASCOLI - L'arrestato, di origine romena che da anni vive in città con moglie e figli, respinge l'addebito. Sarebbe intervenuto per difendere il nipote minorenne che aveva avuto una furiosa lite con Franco Lettieri. Poi è spuntata la lama. Le indagini sono in mano al procuratore capo Umberto Monti. L'aggressore è difeso dall'avvocato Emiliano Carnevali

Il muro dove si è accasciato ed è poi morto il 56enne

di Andrea Ferretti

Lo hanno catturato a tempo record e per i Carabinieri, visti i tempi molto ristretti, è scattato l’arresto in flagranza. Si sono recati nella sua casa, non molto distante dal luogo dove è avvenuta la mortale aggressione a Franco Lettieri, il 56enne di origine campana morto dissanguato in Via dei Soderini dopo essere stato raggiunto da due coltellate nella vicina Via delle Stelle, e lo hanno preso e portato in caserma per poi trasferirlo in carcere.

Franco Lettieri

La fuga per il 57enne rumeno Petre Lambru è durata poco. Sembra infatti che Lettieri, prima di perdere conoscenza e accasciarsi al suolo proprio a ridosso della facciata del lato Via dei Soderini del Palazzetto Longobardo, sia riuscito addirittura a chiamare il 112 e anche a fare il nome di chi l’aveva accoltellato.

In carcere è finito questo suo coetaneo, che conosceva, e con il quale è scoppiato un diverbio al termine del quale è spuntata la lama di un coltello. Il fatto che i Carabinieri stessero verificando fin dai primi minuti la presenza di una terza persona sulla scenda del crimine, è il coinvolgimento di un giovane, un minore, il nipote di Lambru.

Stando a quanto trapela, Lettieri sembra abbia avuto una vivace discussione con il ragazzo. Quindi l’intervento dello zio e poi dalle parole si è passati ai fatti, al coltello, alla morte.

Il corpo senza vita di Lettieri coperto da un telo verde

L’accusa è pesantissima, omicidio volontario, e l’uomo attende ora in carcere la convalida dell’arresto che dovrebbe avvenire all’inizio della settimana entrante.

Le indagini sono coordinate dal procuratore capo della Repubblica di Ascoli, Umberto Monti.

Lettieri in passato era stato legato a un clan camorristico e per un periodo, essendo un pentito, è anche vissuto sotto protezione. Ad Ascoli da cinque anni, si era anche sposato con una donna più anziana di lui, morta la scorsa estate.

Viveva con il suo cagnolino, ora rimasto solo, in Rua della Notte, piccola traversa di Via dei Soderini. Il portone d’ingresso della sua abitazione dista non più di dieci metri dal luogo dove è morto e dove, in una pozza di sangue, è rimasto oltre due ore per i rilievi effettuati dagli investigatori dell’Arma, prima di essere trasportato all’obitorio dell’ospedale “Mazzoni”.

L’avvocato Emiliano Carnevali

I Carabinieri stanno vagliando tutto, passato e presente di Lettieri e anche di Lambru. Il ventaglio delle ipotesi è vaglio, ma tutto converge verso il mondo dello spaccio di droga.

Petre Lambru, assistito fin da subito dopo l’arresto (lo ha successivamente incontrato anche in carcere) dal legale di fiducia, l’avvocato Emiliano Carnevali, ha negato l’addebito di omicidio volontario. 

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