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Trovato morto in casa, aperto fascicolo:
«Aveva la febbre alta,
doveva sottoporsi a tampone»

EMERGENZA CORONAVIRUS - Michele Mariani, originario di Amandola ed insegnante di educazione artistica di Ancona, non stava bene. Un'amica: «Il 3 marzo aveva già cercato di sottoporsi al test ma il suo nome non era in elenco». Secondo i parenti la positività al Covid sarebbe stata riscontrata in ospedale
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Michele Mariani (foto Falconara Centro)

 

E’ all’obitorio dell’ospedale di “Torrette” di Ancona la salma di Michele Mariani, il docente di 56 anni trovato morto nel suo letto lo scorso venerdì mattina, in via Fratelli Zuccari.

Proprio oggi, il prof di educazione artistica delle scuole medie “Marconi”, originario di Amandola, si sarebbe dovuto sottoporre al tampone molecolare al punto allestito dalla Marina Militare in piazza d’Armi dopo la prescrizione del medico.

Già lo scorso mercoledì si era recato al drive through del Piano, ma i suoi dati non erano registrati nei database del personale sanitario.

Dunque, dopo  «due ore di fila, se ne era dovuto tornare a casa» ha ricordato una sua cara amica, colei che ha lanciato l’allarme per far arrivare 118 e polizia nell’appartamento del 56enne, architetto oltre che docente.

Sul decesso, come avviene da prassi in casi simili, la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti e senza ipotesi di reato. Per ora, non sono stati chiesti accertamenti autoptici. E, fino a questa mattina, agli uffici della procura non risultava alcun esposto pervenuto dai familiari della vittima, originaria di Amandola. I parenti più prossimi sono dei cugini: alcuni abitano nelle Marche (non nell’Anconetano), altri fuori regione.

Gli amici hanno appreso dai parenti che il docente sarebbe stato sottoposto al tampone una volta portato a Torrette: il test avrebbe dato esito positivo.

I dati del prof, però, non sono per ora comparsi nel consueto bollettino del Servizio Sanità legato ai decessi avvenuti in regione. Stando a quanto emerso, Mariani è morto nel sonno giovedì pomeriggio.

E’ stato un cugino l’ultimo a sentirlo, per telefono, prima dell’ora di pranzo.

Poi, il cellulare del 56enne è squillato a vuoto, fino alla tragica scoperta di venerdì mattina.

Da circa una settimana prima del decesso, «aveva febbre alta, gola secca e dei singulti alla voce» racconta l’amica. «Il medico curante, per telefono, gli aveva prescritto tachipirina e antibiotici».

Soffrendo di ipertensione e temendo potesse trattarsi di Covid, il prof aveva sollecitato per la prenotazione del tampone. Il 3 marzo, così, si è recato a piazza d’Armi, ma invano.

Si è rimesso in contatto con il dottore per la seconda prenotazione: il test sarebbe dovuto avvenire questa mattina.

Ma l’insegnante è morto prima. Stando a quanto risulta ad amici e parenti, non avrebbe mai chiamato il 118 prima di spirare.

(fe. ser.)

 



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