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Piceno Consind, rieletto Procaccini
Il centrodestra diserta il voto

ASCOLI - Il presidente uscente è stato confermato con 24 voti insieme a tutti componenti del vecchio direttivo. Lega, FdI e Forza Italia invocano la riforma dell'Ente: «Così non va, è ora di cambiare la mission». Casini (Pd) accusa: «Il rilancio fu bloccato da Castelli»
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Domenico Procaccini è stato rieletto con 24 voti alla presidenza del Piceno Consind (leggi l’articolo).

Confermato in blocco anche il direttivo uscente composto dal vice presidente Fabio Polini (sindaco di Castignano) e dai consiglieri Luigino Felicioni (Spinetoli), Francesco Viscione (Ascoli) e Roberto D’Angelo di Offida.

Il centro destra, dopo i movimenti e gli appelli della vigilia (leggi l’articolo), alla fine ha disertato il voto e i partiti (Lega, FdI e Forza Italia) attendono impazienti la riforma dell’Ente da parte della Regione Marche che potrebbe preludere ad un commissariamento nei prossimi mesi.

Domenico Procaccini

«La mission del Piceno Consind – affermano i tre partiti – va celermente rivista e l’Ente riformato. Negli ultimi anni il Consorzio, che ha come scopo la promozione e lo sviluppo industriale, si è rivelato un vero e proprio ostacolo per la crescita occupazionale del territorio.

Il centrodestra dice basta. Non si può continuare più a far finta che tutto vada bene quando le imprese, il mondo del commercio e dell’artigianato, che sono all’interno del perimetro del Nucleo, subiscono costi maggiorati in cambio di servizi pressoché nulli, rispetto ad analoghe attività situate fuori dall’area del Consorzio.

Il Piceno, per tornare ad essere attrattivo, ha necessità di un Ente snello che lavori per la sola promozione e lo sviluppo del territorio con il compito prioritario di intercettare investimenti e di fornire supporto e sostegno alle imprese.

In quest’ottica -conclude la nota diffusa dai tre partiti-  si voleva avviare un percorso di condivisione politica sul processo di riforma dell’Ente, ma per la sinistra contano di più le poltrone e i relativi compensi che lo sviluppo futuro del territorio.

Il centrodestra pertanto non parteciperà all’elezione del “nuovo” Comitato Direttivo in virtù di un’imminente riforma dell’Ente da parte della Regione Marche».

Guido Castelli

Arriva anche il commento della consigliera regionale Anna Casini del Pd che bacchetta l’assessore regionale Guido Castelli.

«Colgo l’occasione -afferma- per ringraziare il presidente Procaccini per il lavoro enorme fatto in questi anni e per congratularmi con lui e con il Cda per la netta riconferma decisa ieri dai sindaci.

Dopo aver letto le dichiarazioni del centrodestra in merito al Consind, deduco che l’evoluzione programmatica in un solo anno di governo della Regione da parte della destra è stupefacente. Nel 2014, dopo due fallimentari gestioni commissariali (Rossi prima e Celani poi), l’ente venne lasciato con circa 40 milioni di euro di debiti in caso di fallimento si sarebbero scaricati sui comuni e quindi sui cittadini del Piceno. Solo il Pd, contro la volontà di tutti perché nessuno (a titolo gratuito) voleva assumere l’onere del governo del Consind, si assunse la responsabilità di risanare l’ente.

In questi anni purtroppo il Cda si è dovuto concentrare solo sul risanamento, per scongiurare il dissesto finanziario. Oggi che l’operazione è riuscita e la governance è stata ampiamente riconfermata, si può e si deve pensare allo sviluppo e alla trasformazione del Consorzio come agenzia di sviluppo, cosa che noi avremmo già voluto fare, a partire dall’utilizzo delle risorse dell’area di crisi complessa. Un’operazione che, ricordo bene,  fu ostacolata in maniera tanto tenace quanto incomprensibile dall’allora sindaco Castelli».

Anna Casini

La Casini aggiunge: «Mi fa piacere -continua- quindi constatare che il centrodestra, pur non partecipando al voto per la rielezione del Cda, abbia però approvato e condiviso la relazione programmatica del Presidente Procaccini che contiene esattamente l’indirizzo per la costruzione dell’agenzia di sviluppo.

Lo stesso atteggiamento l’abbiamo evidenziato poche settimane fa, quando il Comune di Ascoli presentò un progetto per la realizzazione di opere pubbliche nell’area ex Carbon. Al di là del merito delle opere, su cui siamo pronti a confrontarci, la cosa che ci ha colpito favorevolmente è che finalmente la destra ha rinunciato a realizzare solo volumetrie private e ha finalmente capito che la città ha necessità di servizi e opere pubbliche.

A questo punto -conclude-  vista questa evoluzione darwiniana e vista la chiusura con il passato, chiediamo al Sindaco della città capoluogo di provincia di farsi interprete di un incontro tra i vari soggetti istituzionali, pur nel rispetto dei ruoli, sui temi dello sviluppo futuro della città e della provincia, che sono stati sempre di nostro interesse. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo».

rp


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