di Andrea Ferretti

 

«Ho finalmente dei giorni di ferie e pensavo di seguire qualche manifestazione visto che in zona ne sono state organizzate diverse. In compagnia di alcuni amici mi sono allora recata a Offida per seguire il concerto di Sergio Caputo e Francesco Baccini (giovedì sera 12 agosto, ndr) ma, visto come è andata, credo che trascorrerò le prossime serate in casa, riposandomi e soprattutto evitando altre arrabbiature».

Sono parole di una ragazza di San Benedetto, per nulla convinta della bontà dei protocolli anti covid che, nella stragrande maggioranza dei casi – va sottolineato – vengono applicati e rispettati.

Il caso del concerto di Offida è solo un esempio, visto che gli organizzatori hanno applicato e fatto rispettare, anche in questo caso, tutte le normi vigenti in materia anti covid.

Ma è anche vero che sono davvero tante le persone che in questo periodo non sono affatto convinte di quanto stabilito da norme, protocolli, Dpcm e più chi ne ha ne metta.

A proposito di dubbi, diventa emblematico quanto avvenuto nelle ultime settimane ad Ascoli. Dove si è svolta la Quintana (corteo di andata e ritorno con migliaia di spettatori e Giostra al Campo dei Giochi con circa duemila presenze tra figuranti, spettatori paganti, forze dell’ordine e addetti vari). Dove si sono svolte due Notti Bianche (la terza è in programma il 28 agosto a Monticelli). Dove non si è svolta la processione il giorno della festa del patrono Sant’Emidio.

«All’ingresso in Piazza del Popolo sono stati controllati i green pass – racconta la ragazza reduce dalla serata offidana – e gli addetti alla sicurezza si sono anche accertati che tutti avessimo la mascherina e di mantenere il distanziamento. Ma a proposito di distanziamento credo che questo fondamentalmente sia solo un modo di dire, perché eravamo tutti molto vicini. Ho notato che, come me, diverse persone sono rimaste molto seccate e probabilmente pentite di non essere rimaste a casa».

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