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Mattarella bis, prima visita nel cratere: «Il tempo trascorso rafforza il nostro impegno»

POST SISMA - Il Presidente della Repubblica è arrivato oggi a Norcia, al confine tra Marche e Umbria: «La ricostruzione è partita ottenendo dei risultati anche importanti ma con la consapevolezza che vi è tanto ancora da fare. Queste zone hanno sofferto ancor di più di altre l'arrivo della pandemia». Legnini fa il punto della situazione: «Nel 2021 sono stati autorizzati e finanziati oltre 5.200 cantieri privati, portando il numero complessivo dei cantieri aperti a quasi 12.200»
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di Luca Capponi 

 

«In tutto l’intreccio di risultati conseguiti, di attese sofferte che numerose ancora rimangono, di opere da realizzare e di tante cose ancora da fare, si colloca questa mia vista, che ha questo semplice significato: il lungo tempo trascorso non attenua l’impegno della Repubblica per le zone colpite dai terremoti, ma semmai lo rafforza».

Il Presidente della Repubblica Mattarella a Norcia

La prima visita istituzionale del suo secondo settennato, Sergio Mattarella ha voluto tenerla nel cratere, a Norcia, al confine tra Umbria, Marche ed in particolare il Piceno. Un’occasione, quella della visita del Presidente della Repubblica, per rinnovare la vicinanza alla popolazione del centro Italia colpito dalla tragedia del sisma. Non a caso, prima del discorso ufficiale si è recato tra le Sae per intrattenersi con gli sfollati.

«Nell’agosto del 2016 e del gennaio del 2017 questo territorio è stato profondamente ferito, con effetti distruttivi drammatici in un’area vastissima -ha detto Mattarella-. Il lavoro di ricostruzione, di grande impegno, è partito ottenendo dei risultati anche importanti ma con la consapevolezza che vi è tanto ancora da fare. Dopo due anni in cui ai danni del terremoto si è aggiunta la gravità della pandemia e delle difficoltà e delle sofferenze che questa ha arrecato. Queste zone hanno sofferto ancor di più di altre per le condizioni di base in cui si trovavano».

«Anche per questa consapevolezza del molto che abbiamo ancora da fare, la prima tappa questa mattina è stata nelle abitazioni provvisorie di chi ancora deve vivere in questa strutture, in attesa della propria casa definitiva -ha continuato Mattarella-. L’area cratere reca i segni delle lacerazioni che il terremoto ha provocato ma presenta anche segni di ripresa. Il commissario Legnini, che ringrazio per l’impegno, ha poc’anzi ha esposto numeri e dati di un processo di ricostruzione, difficile e impegnativo, vastissimo, che ottiene risultati grazie anche all’impegno delle amministrazioni locali, Regioni, Province, commissario, un impegno corale che rappresenta l’unica modalità che consente di ottenere risultati senza dilungarli nel tempo».

La visita in quel di Norcia si è connotata anche di un significato particolare a causa degli ultimi accadimenti bellici in Ucraina, cui Mattarella ha fatto riferimento inviando un messaggio di pace dalla terra di San Benedetto.

Tornando alla questione sisma, all’incontro di stamane era presente anche il commissario Giovanni Legnini, il quale ha fatto il punto della situazione in materia di ricostruzione.

«Nel corso del 2021 sono stati autorizzati e finanziati oltre 5.200 cantieri privati, portando il numero complessivo dei cantieri aperti a quasi 12.200 -ha ricordato-. Anche la ricostruzione pubblica inizia finalmente a prendere forma. Centinaia di opere pubbliche, specialmente nei centri maggiormente colpiti, saranno cantierizzate nei prossimi mesi, quando le progettazioni, già avviate, consentiranno di bandire le gare per l’affidamento dei lavori. Il 2022 sarà anche l’anno di avvio dei molti progetti finanziati con il Fondo complementare al Pnrr di rigenerazione territoriale ed economico sociale che abbiamo varato a fine anno scorso, insieme alla governance del cratere aquilano e al Dipartimento Casa Italia. Tuttavia non vanno sottaciute nuove, impreviste difficoltà come l’anomalo andamento dei prezzi delle materie prime e la saturazione del mercato dell’edilizia».

 

Il Presidente Mattarella nel cratere, Legnini: «Visita che ci sprona a ricostruire più velocemente»


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