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Il Presidente Mattarella nel cratere, Legnini: «Visita che ci sprona a ricostruire più velocemente»

POST SISMA - Il Commissario straordinario: «Una presenza che ci dà lo slancio necessario a rinnovare l'impegno e intensificare ogni sforzo per garantire il completamento del percorso di ricostruzione e rinascita che i cittadini di questi territori hanno diritto di vedere realizzato nel più breve tempo possibile». I dati in sintesi
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«La presenza oggi a Norcia del Presidente Sergio Mattarella, nei confronti del quale esprimo profonda gratitudine, ci dà lo slancio necessario a rinnovare l’impegno e intensificare ogni sforzo per garantire il completamento del percorso di ricostruzione e rinascita che i cittadini di questi territori, feriti ma ricchi di storia, risorse e bellezza, hanno diritto di vedere realizzato nel più breve tempo possibile».

Giovanni Legnini

Lo ha detto oggi a Norcia il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, in occasione della visita del Presidente della Repubblica.

«La sua visita – ha proseguito Legnini – è la conferma del forte e convinto impegno dello Stato per la ricostruzione e a sostegno dei molti cittadini che ancora oggi vivono in condizioni di sofferenza. Grazie al nuovo quadro delle regole e delle risorse finanziarie, molto irrobustito dalle ultime due Leggi di Bilancio, ci sono oggi tutte le condizioni per garantire ai territori delle quattro regioni del Centro Italia una ricostruzione di qualità, in sicurezza e in tempi ragionevoli. Sono certo che tutti gli attori della ricostruzione, a partire dai professionisti e dalle imprese con i quali intendiamo condividere il complesso percorso che abbiamo di fronte, condividano questo obiettivo, per raggiungere il quale occorre un rinnovato impegno collettivo»ha aggiunto il Commissario.

 

L’ANDAMENTO

 

Il rapporto sull’andamento della ricostruzione nel 2021, che sarà diffuso dal Commissario all’inizio della
prossima settimana, evidenzia una fortissima crescita del numero delle richieste di contributo approvate
nel corso dell’anno, 5.200, che hanno portato all’apertura di altrettanti cantieri. L’importo complessivo dei
contributi concessi l’anno scorso è stato di circa 2 miliardi, dagli 1,6 miliardi di fine 2020, a 3,6 miliardi di
euro. Il valore dei contributi richiesti, con le quasi 22 mila domande di contributo presentate fino a questo
momento, è pari a 6,5 miliardi di euro.

Grazie alle Ordinanze speciali in deroga, anche per i comuni più colpiti, ai nuovi meccanismi per la
ricostruzione delle chiese e all’impulso dato ai soggetti attuatori degli interventi con la definizione dei
cronoprogrammi, nel 2021 si è registrato il raddoppio della spesa per le opere pubbliche, passata a 559
milioni di euro dai 265 del 2020. Nel corso del 2021, a cinque anni dagli eventi sismici, è stato anche ridefinito il quadro dei danni causati dal terremoto attraverso censimenti specifici e la richiesta ai cittadini di manifestare la volontà a richiedere il contributo sisma.

La stima della spesa complessiva necessaria per la riparazione dei danni -ha continuato Legnini – è pari a 27,2 miliardi di euro: 19,4 miliardi di euro per la ricostruzione privata, 6,6 miliardi per la pubblica, 1,2 miliardi per le chiese e gli edifici di culto. Rispetto a questa situazione, alla fine dello scorso anno il numero delle richieste di contributo per l’edilizia privata già presentate era pari al 40% del totale (22 mila domande su 50 mila attese nel complesso), mentre in termini di valore le istanze già avanzate coprono un terzo della spesa stimata complessiva (6,5 miliardi su 19,4).

 

I DATI IN SINTESI

 

Le forti semplificazioni della normativa e delle procedure per ottenere i contributi pubblici per la riparazione o la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma, varate nel 2020, hanno avuto un impatto positivo molto evidente sulla ricostruzione nelle quattro regioni del Centro Italia, che nell’anno passato ha tuttavia dovuto affrontare diverse difficoltà dovute alla saturazione del mercato dell’edilizia.

Nonostante ciò, il 2021 ha fatto registrare il record dei decreti di contributi emessi e dei cantieri aperti, 5.200, tanti quanti nei quattro anni precedenti e, oramai chiuso il termine per la presentazione delle richieste per i danni lievi, un incremento delle nuove domande relative ai danni gravi.

L’importo complessivo dei contributi concessi l’anno scorso è stato di circa 2 miliardi, dagli 1,6 miliardi di fine 2020, a 3,6 miliardi di euro. Il valore dei contributi richiesti, con le quasi 22 mila domande di contributo presentate fino a questo momento, è pari a 6,5 miliardi di euro. Nello stesso tempo, grazie alle Ordinanze speciali in deroga anche per i comuni più colpiti, ai nuovi meccanismi per la ricostruzione delle chiese e all’impulso dato ai soggetti attuatori degli interventi pubblici con la definizione dei cronoprogrammi, nel 2021 si è registrato il raddoppio della spesa per
le opere pubbliche, passata a 559 milioni di euro dai 265 del 2020.

Nel corso del 2021, a cinque anni dagli eventi sismici, è stato anche ridefinito il quadro dei danni causati dal terremoto, sia al patrimonio privato, che a quello pubblico, grazie ad una nuova e puntuale ricognizione, attraverso censimenti specifici e la richiesta ai cittadini di manifestare la volontà a richiedere il contributo sisma. Sulla base di queste analisi, gli edifici privati lesionati dal sisma, e che quindi hanno diritto al contributo pubblico per la riparazione dei danni, risultano essere in totale 61 mila (che corrispondono a 50 mila richieste di contributo), le opere pubbliche 4.910, le chiese e gli edifici di culto 2.355. La stima della spesa complessiva necessaria per la riparazione dei danni è pari a 27,2 miliardi di euro: 19,4 miliardi di euro per la ricostruzione privata, 6,6 miliardi per la pubblica, 1,2 miliardi per le chiese e gli edifici di culto.

Rispetto a questa situazione, alla fine dello scorso anno il numero delle richieste di contributo per l’edilizia privata già presentate era pari al 40% del totale (22 mila domande su 50 mila attese nel complesso), mentre in termini di valore le istanze già avanzate coprono un terzo della spesa stimata complessiva (6,5 miliardi su 19,4). Le opere pubbliche finanziate con le Ordinanze già emanate sono 1.907 (cui se ne aggiungono 3.171 mila da finanziare), mentre le chiese e gli edifici di culto sono 925 (cui si sommano altri 1.584 interventi da finanziare).

Il nuovo quadro dei danni offre un quadro attendibile delle esigenze finanziarie necessarie nei prossimi anni per completare la ricostruzione e consente soprattutto una programmazione efficace degli interventi, sia pubblici che privati tenendo conto delle risorse disponibili che sono state integrate in modo consistente con le ultime due Leggi di bilancio (1,7 miliardi per la ricostruzione pubblica stanziati nel 2021, che si aggiungo ai 2,3 iniziali, più 6,5 miliardi per la privata, che si sommano ai quasi 6 messi a disposizione nel 2017, oggi sostanzialmente esauriti).

Per le scuole, ad esempio, è stato definito e già approvato un piano speciale per la ricostruzione di tutte le scuole delle quattro regioni colpite dal sisma, sfruttando le deroghe attivabili con le Ordinanze speciali. Gli interventi riguardano 457 edifici scolastici con una spesa complessiva di 1,3 miliardi di euro. Un analogo intervento è stato definito con il Demanio per la ricostruzione delle caserme nei territori colpiti. Nelle prossime settimane, con questa stessa logica, saranno definiti altri tre programmi di finanziamento, uno per la rigenerazione urbana dei comuni del cratere finalizzata al recupero dei danni da sisma, uno per altre opere pubbliche urgenti (tra le quali dissesti idrogeologici, cimiteri, edifici municipali), un terzo per la ricostruzione delle chiese, per un importo complessivo di ulteriori 1,2 miliardi di euro.

Per quanto concerne la ricostruzione privata, sempre nell’ottica di una programmazione attiva, è stata varata un’Ordinanza che dispone la scadenza dei termini al 30 giugno 2022 per la presentazione delle richieste di contributo da parte dei cittadini titolari di forme di assistenza, come Cas e Sae, e che non abbiano impedimenti oggettivi per la redazione e la presentazione dei progetti. Con Invitalia e d’intesa con la Protezione Civile si è provveduto, in precedenza, a verificare l’esatta consistenza dei beneficiari. I nuclei familiari assistiti e che non hanno ancora presentato richiesta di contributo sono circa 7 mila su 15 mila complessivi, e si ritiene che la metà di questi, tra 3 e 4 mila, sia in condizione di presentare entro giugno il progetto con la richiesta di contributo.

Nello stesso tempo è stata avviata un’azione specifica nei quattordici comuni che hanno il maggior grado di danno per definire insieme alle amministrazioni un cronoprogramma puntuale e vincolante delle attività di ricostruzione, anche per i privati. Consolidato il quadro normativo di base, l’obiettivo è quello di ricostruire al più presto dovunque ci siano le condizioni per farlo, anche con la fissazione di scadenze puntuali per la ricostruzione privata, e con un altro forte impulso alle opere pubbliche.

IL SUERBONUS – Nel 2021 l’esplosione del Superbonus 110% a livello nazionale ha causato non pochi problemi alla ricostruzione post sisma, che ha sofferto la scarsa disponibilità di tecnici per fare progetti, di imprese per realizzarli ed il forte aumento dei prezzi di molti materiali per l’edilizia. L’importo del contributo è stato già temporaneamente rivisto in aumento, e nel giro di poche settimane sarà pubblicato il nuovo prezzario che definirà i costi ammissibili al contributo, aggiornato in base alle più recenti dinamiche del mercato. La conferma del Superbonus al 110% in misura piena e fino al 2025 per gli interventi nel cratere sisma sugli edifici inagibili, insieme ai nuovi limiti temporali e alla progressiva riduzione della detrazione per le opere fuori cratere, fanno ragionevolmente ritenere che, nel giro di pochi mesi, la ricostruzione possa recuperare l’ottimo ritmo acquisito a inizio 2021.

IL PNRR – L’altra priorità del 2022 sarà l’attuazione del Fondo complementare al Pnrr per le Aree Sisma, dotato di risorse per 1,7 miliardi di euro finalizzate a sostenere la ripresa economico e lo sviluppo dei territori colpiti dal terremoto, anche nel 2009, affidato alla Cabina di Coordinamento sisma guidata dal Commissario Straordinario Sisma 2016. Tutti i provvedimenti necessari per l’avvio dei nuovi investimenti da parte dei soggetti pubblici, e quelli per l’indizione dei bandi di gara per i fondi messi a disposizione delle imprese, sono stati approvati, come da cronoprogramma, entro il 31 dicembre 2021.

 

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